Finanza
Lucchese, finito l’idillio Pagliuca-Bacci
Il presidente non gradisce le richieste di rinforzi: «Le scelte toccano ad altri». Per il mister decisive le prossime due gare
LUCCA. La luna di miele tra il tecnico Guido Pagliuca e il presidente rossonero è finita. Andrea Bacci in un intervento durante la trasmissione televisiva “La Lucchese siamo noi“ nella sede di Lucca United e condotta da Lodovico Poschi Meuron su una precisa domanda legata al mercato e alle richieste del tecnico che per vincere il campionato vuole un difensore, un centrocampista nato nel 1993 e una punta da oltre 10 reti a stagione ha sbottato attaccando l'allenatore: «Ha sbagliato a dire certe cose in conferenza stampa. Lui è pagato per allenare i giocatori che gli mettiamo a disposizione. Le scelte toccano ad altri e in particolare al direttore generale e al direttore sportivo. Sono loro che sanno cosa serve e di cosa abbiamo bisogno. Logico che miglioreremo la squadra per renderla più competitiva, ma senza svenarci. La Massese si è rinforzata? Gucci è andato alla Correggese? Non mi riguarda. Sulla punta poi Pagliuca si è espresso chiaramente. Non la voleva e preferisce Spanu. E lo abbiamo accontentato».
Parole che non hanno bisogno di ulteriori commenti. Come la polemica sorta sulla squadra che parte la domenica mattina anziché il sabato per andare in ritiro alla vigilia delle gare esterne: «Siamo nei dilettanti - dice il presidente Bacci - e non nei professionisti. A meno che la squadra non debba sobbarcarsi 500 chilometri trovo ingiusto e inutilmente costoso partire il sabato pomeriggio. Più che di soldi è una questione di stile. Le altre formazioni dilettantistiche partono la domenica mattina in pullman, non vedo perché noi dobbiamo essere un'eccezione sino a quanto resteremo in D».
Per quanto riguarda il mercato oltre al portiere Pacini (1995) dalla Berretti dell'Empoli arriva il centrocampista Riccardo Calcagni, classe 1994, umbro, ex settore giovanile del Novara con una parentesi l'anno scorso in Eccellenza al San Sisto e quest'anno 11 partite e 2 gol in D nel Deruta terz'ultima in classifica nel girone E. Calcagni era nel mirino del direttore generale Giorgio Rosadini. L'impressione è che l'uscita di Pagliuca abbia scavato un solco tra una parte della dirigenza (quella fiorentina che ha il pacchetto di maggioranza) e l'area tecnica. Le prossime due partite interne contro formazioni importanti come Fortis Juventus e Massese saranno fondamentali per il futuro della Lucchese targata Pagliuca. Passi falsi non sono più ammessi e soltanto la vittoria potrà rasserenare gli animi. Ma il fuoco cova sotto la cenere. E la componente societaria lucchese potrebbe nelle prossime ore chiedere chiarimenti sul ruolo e sul compenso del dg Giorgio Rosadini. Inutile girarci intorno: l'ex tecnico della Colligiana e uomo di fiducia di Bacci non riscuote grandi consensi tra la maggior parte degli azionisti lucchesi della prima ora. E il distacco lo si nota anche durante le partite esterne dove “Re Giorgio“, come è stato ribattezzato dai cronisti del Valdarno, si mette da solo in un punto della tribuna lontano dai soci lucchesi.
Luca Tronchetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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