Sicurezza
L’INSTANCABILE BOmBER Ha ANCORA VOGLIA DI DIVERTIRE
LUCCA. Avrebbe dovuto indossare la maglia biancazzurra del Mezzolara per una sola stagione prima di attaccare le scarpette al chiodo. Una decisione, quella di scendere in serie D, dettata sia da...
LUCCA. Avrebbe dovuto indossare la maglia biancazzurra del Mezzolara per una sola stagione prima di attaccare le scarpette al chiodo. Una decisione, quella di scendere in serie D, dettata sia da motivi familiari dopo la nascita dei due figli avuti dalla showgirl Alessia Merz sia dal pressing asfissiante di due amici di vecchia data, due compagni di squadra di 20 anni fa nei dilettanti del Boca (il dg Roberto Mazzanti e il ds Massimiliano Calzolari, da tempo colonne del Mezzolara). Fabio Bazzani non solo accettò, ma entro la fine del 2013 raggiungerà le 100 presenze in D con il Mezzolara. «Nel 2010 ero reduce da un’esperienza negativa alla Spal. Volevo fermarmi, pensare alla famiglia, smettere con il calcio. Oggi sono più ricco dentro. E credo, nel mio piccolo, di aver dato qualcosa a questo club composto da persone serie che fanno calcio senza fare il passo più lungo della gamba. All’inizio non è stato semplice l’approccio in un ambiente che ti guardava con diffidenza e timore. Per loro ero il campione che aveva sposato l’ex velina. Con umiltà mi sono avvicinato a loro modo di pensare e alla fine sono riuscito a farmi apprezzare». Bazzani è il faro del Mezzolara. Il primo ad arrivare al campo, l’ultimo ad andarsene. Un esempio di abnegazione per tutti. «I gol che dovevo fare gli ho fatti in A e B. Per me l’obiettivo è quello di aiutare il gruppo, di far crescere i giovani. La differenza tra la mia generazione e quella odierna?La mentalità. Oggi gli under si adeguano. Basta una bella partita e un voto alto in pagella per sentirsi appagato e arrivato. Ci sono troppe distrazioni e sollecitazioni dal mondo esterno». Su Tarantino e la Lucchese il panzer ha le idee chiare: «Contro l’ala rossonera ci ho giocato quando militavo nella Pescara prima e nella Spal poi e non ho mai perso Ma io temo particolarmente Chianese, uno che non c’entra niente con la categoria. I rossoneri poi, a mio avviso, sono la squadra da battere. Domenica sarà une bella partita e sono certo che giocheremo di fronte a un pubblico caldo e numeroso. Il mio futuro? A fine stagione smetto davvero. Mi piacerebbe fare l’allenatore. Sento di poter trasmettere qualcosa ai giovani».
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