Quel basket senza età delle donne in carriera
Ex giocatrici di serie A, mamme e nonne nella squadra creata da Imma Gentile Dalla commerciante alla biologa, alla corista della cattedrale di Pescia
LUCCA. C’è un basket che non finisce in prima pagina, ma che è fatto di divertimento e desiderio di stare insieme, di allenamenti faticosi e cene goliardiche. Quello che è nel Dna e che non ti dimentichi, anche se gli anni passano e hai un lavoro che ti assorbe per tante ore al giorno, una famiglia e dei figli, per di più piccoli.
C’è un basket che va al di là delle difficoltà e degli impegni della vita di tutti i giorni, che si nutre di passione e di amicizia. E se poi la palla non entra nel canestro, pazienza.
Quel basket che ha portato Imma Gentile, una che qualche partita l’ha disputata, a rimettersi in gioco e a decidere di formare una squadra con cui partecipare al campionato Uisp. Coinvolgendo in questa avventura amiche ed ex (?) giocatrici. Nasce così la formazione amatori affiliata a Le Mura Spring e che sulle maglie porta la scritta “Gentil…mente”. Una squadra in cui troviamo una corista della cattedrale di Pescia e una commerciante che vende scarpe per i bambini; un’assistente socio sanitaria e una impiegata della Camera di Commercio di Bologna; un informatore scientifico e una studentessa di ingegneria chimica, una addetta del centro missionario e una nonna. E anche – consentitecelo – l’insostituibile poligrafica della redazione di Lucca del nostro giornale.
Tutte insieme a rivivere un sogno, quello iniziato da bambine, a 7-8-10 anni, quando rincorrere la palla a spicchi e cercare di centrare il canestro era davvero un gioco, un divertimento. Quel gioco e quel divertimento riscoperti oggi, a distanza di anni e a dispetto della carta d’identità.
A rispondere sì, in maniera entusiastica, all’appello di Imma Gentile, 38 anni, casertana trapiantata a Lucca dove lavora al centro Fisio 2005 di via Alighieri, sono state in tante. A partire dalla livornese Eva Giauro, 27 anni, una che ha disputato sette stagioni in A1 con Spezia e Venezia e che si è rimessa in gioco nonostante i problemi al ginocchio. Dall’alto dei suoi 2,04 metri può dominare tutte. Nel passato di Eva c’è uno scudetto allieve a Livorno, una Coppa Italia, una Supercoppa, la partecipazione all’Eurolega, tutte le giovanili azzurre, fino alla Nazionale A. «Se la pallacanestro ce l’hai nel sangue - dice Giauro - non puoi starci lontana, ne senti la mancanza, è qualcosa che fa parte di te, è una passione che non tramonterà mai».
Eva ha coinvolto anche la zia Carla Cocchi, 53 anni, sposata, mamma e nonna. «Ho già disputato il campionato Uisp, a Livorno. Come si chiamava la squadra? Le Triglie, quale altro nome poteva avere».
Ilaria Pecchia di anni ne ha 43, una bimba di 5 anni e mezzo e lavora come segretaria nell’azienda di famiglia. Con l’Immobilpecchia srl è lo sponsor della squadra. Ha giocato a Porcari e Lucca dopo gli inizi nel vivaio di Molina di Quosa.
Chiara Favilla, 38 anni, di bambine ne ha due, una di 8 e l’altra di un anno. Tante partite con la maglia di Porcari, ora fa l’informatore medico scientifico.
Paola Carmignani, 39 anni, ha un negozio di calzature per bambini ad Altopascio. Sposata (con 4 nipoti, dice), ha quasi sempre giocato a Porcari, tranne una parentesi a Molina di Quosa.
Valentina Volpini, anche lei 39enne, è impiegata alla Camera di Commercio di Livorno. Si diverte a guardare le stelle con il telescopio. «Ho giocato a Livorno, Pisa (diciamolo a bassa voce!) e Porcari», aggiunge.
Fa invece l’assistente socio sanitaria Francesca Romiti, 28 anni, mamma di una bimba di 6 anni che si chiama Sofia.
Una figlia di 4 anni ce l’ha anche Arianna Mengali, 36 anni, impiegata in uno studio di commercialisti. Precedenti sul parquet a Molina di Quosa e Ghezzano.
Elena Cotti, 42 anni, lavora alla Camera di Commercio di Bologna, dove ha giocato a basket per anni e dove continua ad allenare le bambine. Pure lei è stata contagiata dall’idea di Imma Gentile.
«A parte la palla a spicchi tutto il resto è noia», spiega Simona Querci, 42 anni, impiegata nell’ufficio commerciale di un’azienda che si occupa di import-export di calzature. Un curriculum notevole con le maglie di Prato, Piacenza, Viareggio, Lucca e Porcari.
«La più bella tripla della mia carriera ha il volto delle mie figlie Diletta, Carolina e Matilde di 16, 13 e 4 anni», dice Milena Monti, un passato a Porcari e con le Mitiche. Il suo hobby: cantare nel coro della cattedrale di Pescia.
Silvia Ricci, 38 anni, con una bimba (Ginevra) di 4, ha una laurea in biologia e lavora come informatrice per un’azienda farmaceutica. Ha iniziato a 11 anni a Lucca, fino alla serie B (anno 2002) con Lidia Gorlin.
Claudia Del Rosso, 40 anni, lavora al centro missionario di Lucca. Ha due bimbi, uno di 6 e l’altro di 2 anni e mezzo. Ha iniziato a giocare a 7 anni a Lucca, società in cui è rimasta quasi per tutta la carriera cestistica, tranne gli ultimi 4 anni a Viareggio e poi a Porcari.
La più giovane del gruppo è Stefania Luporini, 21 anni, studentessa di ingegneria chimica, arbitro di basket e istruttrice di minibasket.
Infine va ad allenarsi (e a giocare) dopo una giornata di lavoro nella redazione di Lucca de Il Tirreno Caterina Andreotti, 38 anni, che sul suo computer ha una bella foto della figlia Giulia (2 anni).
Molinese, Porcari (anche in A2) e Ghezzano nel suo curriculum sportivo.
Ora il campo. Esordio con sconfitta (51-58) con Pieve a Nievole, ieri sera secondo match a Pontedera. «Abbiamo cominciato da poco, dateci tempo», dicono le ragazze. E’ più di una promessa.
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