Gioco
Il presidente Montorro «Arcanthea incostante ma io ho fiducia»
LUCCA. Brusco passo indietro dell’Arcanthea dopo le due belle vittorie in trasferta a Matera e Mantova. Contro un Assigeco che ha dimostrato di essere una squadra molto fisica, i lucchesi non sono...
LUCCA. Brusco passo indietro dell’Arcanthea dopo le due belle vittorie in trasferta a Matera e Mantova. Contro un Assigeco che ha dimostrato di essere una squadra molto fisica, i lucchesi non sono riusciti a servire i propri lunghi, si sono passati poco la palla in attacco e si sono affidati soprattutto alle azioni individuali. Una scelta che ha pagato solamente nella prima parte di gara, quando si è fatto canestro dall’arco con discreta continuità e la squadra è andata avanti anche di 8 lunghezze (21-13).
Poi è arrivato il black-out con gli ospiti che sono riusciti a imporre il loro ritmo e hanno chiuso le possibilità di corsa ai biancorossi. In poche parole l’Assigeco è riuscita a fare quello che i lucchesi avevano fatto fuori casa nelle settimane precedenti. E se a fine gara coach Mecacci si è detto preoccupato per la prestazione, a mente fredda il presidente Franco Montorro cerca di dare una sua chiave di lettura: «Avessimo perso a Matera e Mantova nello stesso modo delle due sconfitte casalinghe e vinto in casa alla stessa maniera delle due imprese corsare, oggi il bicchiere sembrerebbe più pieno che vuoto. Il fatto è che purtroppo soffriamo ancora di incostanza, sia da una partita all'altra sia nel corso della stessa gara. La mia analisi non è di facciata. Ci ha dato fastidio la fisicità di Casalpusterlengo, anche perché da questo punto di vista la terna arbitrale è stata ambigua nella valutazione e nella distinzione fra contatti casuali in avvicinamento e marcature e vere e proprie e questo ci ha innervosito. Il dato di fatto inconfutabile è quello delle troppe palle perse e di una manovra d'attacco che ha spesso dimenticato la zona intermedia fra tiro da tre e tiro da sotto».
Poi il presidente prende il lato positivo di una giornata in cui tante persone erano presenti al palazzetto: «Al termine la squadra è uscita fra gli applausi e io l'ho aspettata all'imbocco dello spogliatoio per ringraziarla, perché l'ultimo quarto è stato un concentrato di orgoglio personale e di rispetto verso il pubblico e questi sono valori portanti».
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