Sicurezza
Arcanthea inguardabile dominata dall’Assigeco
Parente e compagni sbagliano l’approccio alla partita e subiscono i lombardi Sono mancati intensità e determinazione contro avversari agili e reattivi
LUCCA. Finisce male il Basket Day. Perchè l’Arcanthea non c’è, o meglio quella che c’è, che scende in campo contro l’Assigeco Casalpusterlengo, assomiglia a un fantasma, è la brutta copia della squadra che ha conquistato punti e applausi nelle trasferte di Matera e Mantova.
Inguardabile la formazione di Mecacci, che ha lasciato testa e motivazioni nello spogliatoio per disputare una prova di difficile definizione.
Il primo tempo è già lo specchio di una partita che poi finirà peggio: i biancorossi realizzano solo 28 punti, ma 21 di questi arrivano grazie a 7 triple. Non si riesce a fare altro che a tentare la conclusione dalla lunga distanza, contro una formazione tosta, ma anche agile, reattiva, furba, pronta a conquistare le palle vaganti, decisamente più sveglia sotto i tabelloni.
Una sfida decisamente impari fra una squadra che non riesce a giocare, che non ha la mentalità giusta, che si lascia prendere dal nervosismo per il metro arbitrale cui non riesce ad adeguarsi. E un’altra determinata, convinta di poter guadagnare i due punti, via via galvanizzata dall’andamento del match al punto da trovare anche canestri improbabili dalla lunga distanza.
Il terzo quarto è ancor più emblematico, finisce 30-10 per Casalpusterlengo e non solo decide il confronto, ma mette a nudo la serata più che negativa dell’Arcanthea. Che non può essere questa, ovvio, ma che proprio per questo è ancora più colpevole.
Non aver avuto il giusto approccio alla partita, non essersi calati con lo spirito dovuto nel match, non aver saputo leggere le diverse difese proposte dall’Assigeco nel corso del match sono mancanze gravi. E poi, come ha sottolineato il coach Mecacci nel dopo gara, in quattro occasioni altrettanti giocatori si sono fatti sbattere la palla nella schiena in occasione di rimesse dal fondo campo.
Insomma l’Arcanthea ha subito in lungo e in largo il dinamismo, i cambi di ritmo, le penetrazioni dell’Assigeco, senza mai riuscire ad attuare le contromisure giuste. Ha perso il duello ai rimbalzi, ha 18 palle perse contro le cinque recuperate. Un disastro difficilmente ripetibile. Basta reagire e affrontare le gare sempre con grande intensità e applicazione. La testa prima del fisico, insomma. A partire da Reggio Calabria. (f.t.)
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