Lutto
Polini, il commercialista che s’ispira ad Ancelotti
Per l’allenatore dei bresciani il Porta Elisa è un sogno: «Possiamo far bene giocando senza stress»
LUCCA. Entrare in uno stadio «vero» come il Porta Elisa e sedersi in panchina sarà come coronare un sogno lungo sedici anni. Perché Stefano Polini, 44 anni, commercialista di professione e allenatore per passione non ha mai superato i confini della Lombardia. Tecnico di formazioni di Prima, Seconda e Terza categoria e assiduo frequentatore dei campetti di periferia con reti di recinzione e tribune con tubi innocenti. Al massimo aveva guidato squadre di Promozione Lombarda come l’anno scorso quando era stato esonerato dal Capriolo poi retrocesso in Prima categoria. Poi quest’estate la telefonata che non t’aspetti e la possibilità di allenare una formazione blasonata in serie D come il Palazzolo che negli anni Ottanta-Novanta ha militato nei professionisti: «Dopo un esonero in Promozione non pensavo certo di essere promosso di due categorie. - dice il trainer del Palazzolo - Si è ricordato di me il diesse Stefano Chiari, un’istituzione in Valcamonica. Era stato chiamato dalla nuova proprietà della società neo promossa in D a costruire la squadra in economia e mi ha telefonato. Ho iniziato con un po’ di apprensione perché temevo che il livello della categoria fosse decisamente superiore. Invece grazie anche all’impegno dei ragazzi, tutti dilettanti che si allenano quattro volte alla settimana dopo le 18,30, abbiamo conquistato 10 punti e oggettivamente ne avremmo dovuti avere quattro in più». Polini - una modesta carriera di attaccante nel Sarnico in Prima e Seconda categoria - a 28 anni ha iniziato per diletto a guidare prima i settori giovanili dell’hinterland bergamasco e poi formazioni dilettantistiche. «Non campo mica con il calcio. - dice - Per me è una passione che mi consente di praticare lo sport che adoro e i rimborsi spese che prendiamo (i compensi del Palazzolo per gli over si aggirano sugli 800-1000 euro mensili) quando le società sono in grado di darceli servono per arrotondare gli stipendi». Pacato, riflessivo, lontano dagli isterismi. L’alter ego di mister Pagliuca. «A questi livelli dobbiamo divertirci e quando i ragazzi sbagliano un passaggio non è la fine del mondo. Il mio modello di allenatore? Carletto Ancelotti. Mi piace il modo in cui sta in panchina alzando la voce soltanto per suggerire la miglior posizione da assumere in campo a un suo calciatore». Di solito Stefano Polini adotta il 4-3-3, ma visti gli uomini a disposizione quest’anno opta per un 4-2-3-1. «Siamo una squadra quadrata e sono molto soddisfatto della fase difensiva. Davanti non ci siamo». Attende la sfida con la Lucchese con grande emozione: «Lo stadio di Massa mi ha deluso. Ci hanno messo in un mini spogliatoio. Ma al Porta Elisa sarà diverso. Stasera non chiuderò occhio. Ma quando mi ricapita di misurarmi in uno stadio vero?». Il Palazzolo sarà privo degli esperti Lancini (infortunato), Bettoni e Leoni (squalificati) con Bosis in odore di taglio. Ma in settimana sono arrivati il difensore Moretto e la punta Zamblera: «Il primo giocherà dall’inizio. - chiude Polini - Con la Correggese abbiamo sbagliato tattica. L’attendismo non giova e così oggi giocheremo a viso aperto. Tanto non abbiamo nulla da perdere: non sono queste le partite da vincere per salvarci».
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