Il Tirreno

Lucca

Il calcio d’antan della famiglia Chezzi

di Luca Tronchetti
Il calcio d’antan della famiglia Chezzi

Budget di 150 mila euro e vivaio con 350 bambini: «La nostra forza è la moralità»

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LUCCA. La forza dei nervi distesi. La Virtus Castelfranco reduce da tre sconfitte consecutive (in casa con Thermal Abano e Fortis Juventus e in trasferta a Massa) affronta la Lucchese con una disarmante serenità come sottolinea il presidente Paolo Chezzi: «Al 99% perdiamo perché i rossoneri sono una corazzata e perché noi abbiamo problemi in fase offensiva e troppi giocatori non al meglio. Non sono queste le partite da vincere per mantenere la categoria che è l’obiettivo stagionale. Noi però andiamo in campo per vincere e cercheremo di capitalizzare i pochi errori che gli ospiti commetteranno durante il match». Benvenuti a Castelfranco Emilia comune di 32mila abitanti da un decennio un punto fermo della serie D nonostante un pubblico freddino che non supera mai le 250 unità. Dici Virtus Castelfranco e traduci in famiglia Chezzi: il padre è il presidente Paolo, il figlio è l’allenatore Marcello, la figlia è la segretaria Greta. Paolo Chezzi, dirigente di banca in pensione è l’anima del club. Non mette un euro, ma trova decine di sponsor importanti come la Conad. «Eravamo ripescati in Seconda Divisione, ma la crisi economica e il terremoto in Emilia hanno colpito le aziende del territorio e così abbiamo rinunciato. Il budget per la prima squadra è stato sensibilmente ridotto. Non supera i 150mila euro e abbiamo dovuto salutare la coppia-gol De Vecchis (Piacenza) e Varallo (in Germania in serie C) oltre a Antoniacci, Selleri e altri elementi chiave. Nella ricostruzione della squadra forse abbiamo sbagliato qualcosa, ma la jella ci ha privato dall’inizio del campionato di elementi cardine come il terzino Di Giulio (frattura di una caviglia, rientra oggi), il fantasista Cortese (andrà in panchina o giocherà dall’inizio?) e il trequartista Beatrizzotti che dovrà essere operato all’anca sinistra (rischia 4 mesi di stop)». Per questo la famiglia Chezzi ha ingaggiato l’attaccante Paolo Rossi, 31 anni, ex Reggiana, reduce da un’operazione al crociato del ginocchio sinistro e che oggi andrà in panchina. «La nostra forza è la moralità. - chiude il patron Paolo Chezzi - Domandate in giro. I giocatori della Virtus sono sempre stati pagati sino all’ultimo centesimo contrariamente ad altri club che da gennaio smettono di fare il loro dovere. Il nostro orgoglio sono le 18 squadre e i 350 bambini del settore giovanile. Sono loro che ci danno la forza per tirare avanti».

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