Il Tirreno

Lucca

ADDIO A un PEZZO DI STORIA CALCISTICA

Sancita dal presidente Abete la radiazione della Fortis

di Michele Citarella e Luca Tronchetti
Sancita dal presidente Abete la radiazione della Fortis

LUCCA. Come anticipato nell’edizione di ieri da «Il Tirreno» la Fortis Lucchese esce di scena. Radiata dopo il fallimento sancito dal tribunale martedì 22 ottobre. Oggi pomeriggio è avvenuta la...

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LUCCA. Come anticipato nell’edizione di ieri da «Il Tirreno» la Fortis Lucchese esce di scena. Radiata dopo il fallimento sancito dal tribunale martedì 22 ottobre. Oggi pomeriggio è avvenuta la ratifica ufficiale da parte del presidente federale Giancarlo Abete che ha revocato l’affiliazione a seguito del fallimento. Il no del curatore nominato dal tribunale alla richiesta di esercizio provvisorio presentata dal legale del club blucerchiato ha dato il colpo di grazia finale alla seconda squadra cittadina sorta nel 2005 grazie alle fusione tra Ponte del Giglio Sant’Alessio e Unione 98 che poteva usufruire del marchio Fortis Lucchese 1905 per l’anzianità di servizio della vecchia Morianese. Effetti immediati: retrocessione all’ultimo posto di tutti i campionati (compresi i giovanili) del club blucerchiato-biancorosso (come i colori della città), l’annullamento di tutte le partite (chi ha vinto o pareggiato si vedrà tolti i punti) e lo svincolo di tutti i calciatori oltre a un’ammenda di 6mila euro nei confronti della società fallita. Profonda tristezza e grande amarezza tra i giocatori e i dirigenti sportivi. Il primo a rilasciare dichiarazioni è Maurizio Cerasa, tecnico della prima squadra: «Sono distrutto. I ragazzi in questo scorcio di stagione si erano impegnati nonostante promesse economiche non mantenute. Nei giorni caldi nemmeno una telefonata, nemmeno una visita a ragazzi che da anni hanno fatto tanti sacrifici. Penso a Veracini, Corradi, Bozzi, tutti quelli che hanno chiuso la storia della società con un successo contro il Ponsacco». Il ds Marracci ha dato il cuore alla causa: «Che dire? Non avrei mai pensato che le cose potessero andare così. Sono dispiaciuto e amareggiato per non veder concluso un progetto tecnico di qualità nonostante i tanti problemi e per i ragazzi e le loro famiglie». Giorgio Merlini, delegato provinciale Figc ha sempre avuto la consapevolezza della delicatezza della situazione: «I massimi dirigenti hanno operato negli ultimi anni con leggerezza. Penso che avevano ben chiare le situazioni in corso. Non capisco come mai siano arrivati a questo punto visto che hanno speso 15 mila euro tra tasse ed iscrizione ai campionati e poi per il tesseramento dei calciatori».

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