Proteste
Lucchese, i dirigenti dal notaio per risolvere il nodo del disavanzo
Bacci avrebbe chiesto agli altri soci di contribuire per il 51% al pagamento del vecchio debito E alcuni consiglieri non sarebbero più convinti di portare avanti il progetto della rinascita rossonera
LUCCA. Finirà oggi la telenovela legata alla società rossonera con il passaggio delle cariche sociali, l’approvazione del bilancio e l’azzeramento e la ricostituzione del capitale oppure tutto sarà rinviato a una seconda convocazione davanti al notaio Costantino?
Nel primo pomeriggio Andrea Bacci, Nicola Giannecchini e tutti i soci di maggioranza e minoranza si ritroveranno nello studio notarile del centro per ratificare quello che è già stato deciso in sede di consiglio d’amministrazione. L’imprenditore fiorentino Andrea Bacci, ex patron della Rignanese Calcio e titolare dell’Ab Florence e della Coam, dovrà versare una cifra che si aggira tra i 112 e i 117mila euro e gli altri soci dovranno fare ulteriori versamenti in base alla percentuale che possiedono all’interno della società.
Conferimenti necessari per ricostituire il capitale sociale azzerato in considerazione delle perdite d’esercizio. Il disavanzo ammonta a più di 350mila euro e il tema principale dell’incontro dal notaio sarà proprio quello legato all’approvazione del bilancio d’esercizio.
Da accordi pregressi (verbali? scritti?) il socio di maggioranza che detiene il 51% suddiviso in cinque quote avrebbe chiesto ai soci costituenti di contribuire per il 51% al pagamento del vecchio debito cumulato nelle stagioni 2011-2012 (Eccellenza) e 2012-2013 (serie D).
Sembra però che i conti fatti nel momento dell’ingresso di Bacci e soci siano diversi da quelli emersi successivamente. E l’indebitamento sia stato superiore a quello dichiarato in prima istanza. Un particolare non certo gradito al numero uno della Silfi (azienda pubblica di illuminazione fiorentina) che non vorrebbe accollarsi spettanze di cui non era a conoscenza al momento dell’ingresso.
Dovrebbe però sostenere l’ammontare dei costi pattuiti quando – era l’8 maggio scorso - grazie al pressing del diesse Bruno Russo decise di iniziare l’avventura con la Lucchese. Ci sono poi altre questioni da risolvere a breve.
La prima riguarda la posizione del socio di maggioranza Enzo Forzieri. Dal giorno della presentazione dell’imprenditore fiorentino alla stampa – 10 maggio – ad oggi lo si è visto sì e no due volte e mai allo stadio Porta Elisa. Eppure all’inizio degli anni Duemila, l’imprenditore Forzieri era stato presidente della Rondinella Marzocco che all’epoca militava in C2. Segno di un’autentica passione per il football. L’ipotesi che possa fare un passo indietro e disimpegnarsi non è del tutto peregrina.
E non è da escludere che l’azionista di maggioranza stia cercando nuovi partner disposti a rilevare le quote non rinnovate. Perché anche da parte di alcuni vecchi soci che detengono quote minime (1-2%) non c’è più la convinzione della prima ora di portare avanti il progetto della rinascita rossonera.
Ma davvero tutto andrà apposto oggi pomeriggio e quindi d’ora in poi si parlerà soltanto di calcio giocato e di sviluppo del settore giovanile oppure la telenovela andrà avanti ancora un po’? A veder bene, come avviene in qualsiasi società, è stata fissata anche una seconda convocazione dell’assemblea dei soci. A quando? Nel pomeriggio di venerdì 15 novembre a distanza di una decina di giorni.
Un’ultima considerazione riguarda il direttore generale Giorgio Rosadini, l’uomo di fiducia di Bacci. Non è poi così certo che l’ex tecnico della Colligiana negli anni Novanta in questi giorni assuma il controllo delle operazioni in seno alla Lucchese.
In considerazione dei costi di gestione la sua posizione sarà valutata all’interno dell’assemblea dei soci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
