Il Tirreno

Lucca

Robbins, crociato rotto «Voglio restare a Lucca»

di Fabrizio Tonelli
Robbins, crociato rotto «Voglio restare a Lucca»

La risonanza magnetica conferma la gravità dell’infortunio al ginocchio destro La giocatrice: «Ora penso a guarire e a tornare a giocare e vincere con Le Mura»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Voglio farmi operare qui, voglio restare vicino alla squadra, guarire e tornare a giocare e a vincere quanto prima».

Che carattere Jillian Robbins, che forza interiore. Quando apprende l’esito della risonanza magnetica, svolta in serata a Sarzana, ha un momento di sgomento. Lo temeva, se lo aspettava, ma sentirselo confermare è duro. Poi però reagisce con la stessa forza con cui in campo va a caccia di un rimbalzo, di un pallone, di un canestro per la sua squadra. Che oggi è Gesam Gas Le Mura.

Maledetta sfortuna. Proprio a lei, che il suo conto lo aveva già pagato, come dimostra quella cicatrice sull’altro ginocchio, il sinistro. Operato dieci anni fa, dopo un grave infortunio.

Jillian Robbins, 29 anni, americana di Houston, star con Tulsa, nel College basket e poi nella Wnba con Houston Comets, non doveva pagare un altro tributo alla malasorte. E invece la risonanza ha confermato la prima diagnosi del dottor Carlo Fiaschi: lesione al legamento crociato del ginocchio destro, con interessamento del collaterale, e all’orizzonte un nuovo intervento chirurgico e un lungo stop, prima della ripresa.

Il cielo sopra le Mura di Lucca è cupo. Lo è diventato al 17° minuto della partita contro Schio. Elodie Godin rimette in gioco la palla da fondo campo, lì vicino c’è Honti guardata a vista da Francesca Dotto. Ma la francese vuole darla a Nadalin, che è seguita come un’ombra da Robbins. La numero 9 biancorossa scatta per rubare quel pallone, si proietta verso la sfera ma a un certo punto si trova di fronte l’incolpevole Dotto. Lo scontro, il movimento innaturale del ginocchio nell’arresto forzato, il dolore lancinante.

«Lei si butta sempre quando crede che può prendere la palla», dice il dottor Fiaschi. E’ quello che faceva negli States. L’allenatore Sherri Coale disse di lei: «E’ una dura, va sempre a piena velocità, è particolarmente implacabile nel rintracciare palle vaganti. E fa cose incredibili in aria con la palla».

La Dennis Rodman in gonnella (più volte Robbins negli Stati Uniti è stata paragonata al fenomenale difensore di Spurs, Bulls e Lakers) si è calata con grande umiltà e convinzione nella realtà del Basket femminile Le Mura. E ha conquistato tutti sin dai primi giorni con il suo carattere aperto e conciliante. Pronta allo scherzo, a mettersi in gioco, come aveva dimostrato anche nella notte di Halloween, presentandosi al palasport (dove si giocava il derby maschile Lucca-Firenze), in versione gatta. Laureata in psicologia, un figlio di nove anni che ha voluto chiamare Jordan, Robbins aveva lasciato Tulsa dopo aver stabilito il record di punti, rimbalzi, stoppate e palle rubate. Ed era arrivata in Europa giocando in Francia (Villeneuve), Turchia (Samsun), Israele (Elitzur), Russia (Dynamo Kursk), Polonia (Polkowice) e Ucraina (Dnipro). Quindi la Romania, Targoviste, da dove è approdata a Lucca. Una texana con un cuore da leone e la mente di un campione, come è scritto nelle sue note caratteristiche, che ha risposto alle tante espressioni di solidarietà dei tifosi: “Il vostro appoggio ci darà la forza per fare grandi cose. Forza Le Mura”, ha scritto su Facebook. A presto, Jillian.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa