Il Tirreno

Lucca

Bisioli vuol festeggiare i 53 anni con i tre punti

di Luca Tronchetti
Bisioli vuol festeggiare i 53 anni con i tre punti

L’allenatore dell’Abano Thermal da giocatore ha già battuto i rossoneri: «Noi in campo senza stress»

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LUCCA. Ha compiuto 53 anni cinque giorni fa. E vuol farsi un regalo: vincere contro una big del campionato come la Lucchese. Un’impresa che gli è già riuscita l’unica volta che ha affrontato i rossoneri da calciatore. Era il 7 novembre del 1987 e Vinicio Bisioli, classe 1960, di professione portiere, giocava con la maglia del Trento che al Briamasco s’impose 1-0 contro la Lucchese targata Renzo Melani: «Ricordo bene quella partita. - racconta l’allenatore della Thermal che oggi sarà in tribuna perché squalificato e sarà sostituito in panchina dal vice Cristian Bari, 38 anni, ex difensore di C2 e D con San Donà, Pro Vercelli e Portogruaro - Feci un’ottima prestazione con un paio d’interventi importanti. Vincemmo grazie a un rigore realizzato da Capuzzo per un fallo commesso da Pascucci. Al ritorno al Porta Elisa perdemmo, ma giocava Pellini: io ero seduto in panchina. Speriamo che questo precedente unito a quello di Volpato (anche lui vittorioso 10 anni fa contro i rossoneri quando militava nel Padova) sia di buon auspicio per la mia squadra». Ma Bisioli è un allenatore a cui non piace voltarsi indietro. Uno che guarda al futuro visto che a 53 anni ha deciso di mettersi in proprio e diventare capo allenatore dopo aver trascorso oltre un decennio come vice e preparatore dei portieri di Giovanni De Biasi: «Con lui sono stato in A a Modena, Torino, Brescia, Udine e anche in Spagna (al Levante, ndr) condividendo la gestione della squadra e le tecniche di allenamento. - spiega mister Bisioli - Poi due anni fa De Biasi è diventato tecnico dell’Albania e sino a gennaio ho collaborato con lui facendo l’osservatore e andando a vedere gli avversari». A quel punto la svolta, l’incontro che gli cambia la prospettiva: «Dentro di me sognavo di poter diventare capo allenatore. A marzo mi ha contattato Francesco Chesi, l’uomo che ha salvato l’Abano Thermal che rischiava di non iscriversi al campionato di D. All’epoca era nello staff del Portogruaro e mi propose a fine stagione di fare l’allenatore della squadra che militava in Lega Pro. A giugno però il Portogruaro è fallito e quando si è fatto vivo con il progetto della Thermal ho accettato con entusiasmo. Siamo partiti da zero: senza palloni e senza campo. In un mese ho visionato più di 50 calciatori prima di selezionare quelli che facevano al caso nostro. Pensi che come centrale difensivo gioca un ragazzo di 17 anni (Luca Marangon) che militava nella Juniores del Delta Porto Tolle e non aveva mai toccato campo in D. L’anno scorso l’avevo convocato come responsabile della rappresentativa regionale dilettanti. L’ho chiamato alla Thermal e adesso è il più giovane centrale della categoria. La mia è una squadra giovanissima e che gioca con grande serenità, senza stress e assilli. A parte Volpato e Bedin, due ex professionisti che vivono nella zona, gli altri sono studenti in cerca di un’affermazione nel calcio». Della Lucchese conosce poco se non qualche giocatore di categoria superiore come Chianese: «Mi spiace solo che non possiamo ancora giocare sul nostro campo (lavori ultimati tra 15 giorni), ma siamo consapevoli che per fare risultato non dovremo sbagliare nulla. Il modulo? Gioco con il 4-3-3, ma non è un dogma assoluto. Sono democratico e ascolto le ragioni dei miei ragazzi, gli unici che possono farmi cambiare idea».

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