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Lucca

La PUNTA SARDA: «IL MIO OBIETTIVo E’ ANDARE In DOPPIA CIFRA»

di Nicola Nucci

LUCCA. Generoso in campo e nella vita. Gianluca Caboni sembra il ritratto della Lucchese umile ed operaia di Pagliuca. «Gioco a calcio perché l'ho sempre sognato, ma anche per guadagnare soldi per la...

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LUCCA. Generoso in campo e nella vita. Gianluca Caboni sembra il ritratto della Lucchese umile ed operaia di Pagliuca. «Gioco a calcio perché l'ho sempre sognato, ma anche per guadagnare soldi per la mia famiglia». L'attaccante di S.Elena Quartu, 26 anni, si confessa a cuore aperto. A Lucca è arrivato come un oggetto misterioso dal Cynthia Genzano dopo una carriera trascorsa intereamente nella sua Sardegna. L'assillo del gol che non arrivava fino alla doppietta alla sesta giornata contro la Clodiense dopo le due reti precedenti in Coppa Italia contro la Fortis Juventus. Ma lui non si è mai abbatuto. Come agli inizi della carriera quando era salito sulla rampa di lancio. «A 18 anni ero sul punto di essere ceduto al Cagliari, ma ci furono problemi col cartellino da parte della mia società, il S.Elena Quartu. Così mi sono ritrovato al Tempio dove ho vinto il campionato, ma ho subito un grave infortunio restando fermo 8 mesi. Poi sono ripartito dalla Torres in C2, avevo firmato un biennale, ma come era accaduto col Tempio il club di Sassari è fallito ed ho dovuto ripartire da zero nella serie D sarda, prima Budoni e Castiadas e infine al Selargius. Poi il Cynthia Genzano dove ho ritrovcato condizione, gol, voglia di giocare in un momento in cui ho dovuto pensare anche ai problemi economici della mia famiglia» racconta Caboni, che ha una sorella diventata medico pochi giorni fa. Domenica contro l'Abano Thermal toccherà ancora a lui guidare l'attacco per la squalifica di Tarantino. «Mister Pagliuca dice che devo attaccare più centralmente la porta. Contro l'Abano Ceccato, che ha gli stessi punti della Lucchese, proveremo a vincere, ma anche un pari andrebbe bene». La sua annata migliore nel Selargius. «Ho segnato 15 gol giocando da seconda punta, alle spalle del centravanti in un 4-4-1-1. La prima cosa che ho fatto dopo i gol nella Lucchese è stato telefonare ai miei genitori perché sapevano quanto mi pesasse non aver ancora segnato in campionato. Andare in doppia cifra è il mio obiettivo e contribuire a portare in alto la Lucchese. Ho visto le vecchie foto del Porta Elisa, sarebbe bello rivedere lo stadio pieno».

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