Il Tirreno

Lucca

Mecacci, il contradaiolo predestinato alla panchina

di Fabrizio Tonelli
Mecacci, il contradaiolo predestinato alla panchina

Dal Palio con l’Istrice al minibasket nella palestra della Virtus vicino a casa «Io più giovane dei giocatori? Mi è già successo, basta avere rispetto dei ruoli»

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LUCCA. A sei anni usciva da casa e percorreva i 3-400 metri che dividevano la sua abitazione dalla palestra della Virtus Siena. Nella borsa non solo maglia, pantaloncini e scarpette ma anche una passione crescente, quella per la palla a spicchi che ora è una parte importante della sua vita.

Sono passati 20 anni da quei giorni e Matteo Mecacci, che di anni ne ha 27, senese della contrada dell’Istrice («non vinciamo il palio dal 2008«), da un po’ di tempo ha già cambiato ruolo e posizione in campo.

Il consiglio del maestro.Da giocatore non era granchè – ammette – e allora decise di seguire il consiglio del suo primo maestro, Alessandro Finetti, che lo invitò a dare una mano, a fare l’istruttore ai bambini del minibasket. Detto, fatto. Mecacci – cui manca un esame per laurearsi in scienze politiche - si accorse ben presto che per lui era molto più gratificante allenare, che allenarsi e non essere quasi mai utilizzato. Tanto più che svolgere questo ruolo in una società come la Virtus Siena, particolarmente attenta alla crescita dei ragazzi e del settore giovanile, è importante e non certo un ripiego. Dai bambini del minibasket ai ragazzi più grandi, ai cadetti, agli juniores.

La svolta. Fino alla svolta, quando allo storico club senese, nato nel 1950, arriva coach Stefano Salieri. La Virtus è in B1 e Salieri propone a Mecacci di fare da assistente e poi da vice tecnico, ruolo che comportava anche allenare la squadra under 19 eccellenza. Mecacci porta il team giovanile alle finali nazionali, mentre la prima squadra vince la Coppa Italia e arriva alla semifinale playoff. Nel 2008-2009 a Siena è l’ora di Marcello Billeri, la Virtus arriva in finale dove viene sconfitta 3-2 da Latina, l’Under 19 di Mecacci gioca le finali nazionali a Salsomaggiore. Altre soddisfazioni arrivano due anni dopo, nella stagione 2010-2011, l’under 19 di cui fanno parte anche Matteo Imbrò e Amedeo Tessitori, perde la finale nazionale con la Benetton Treviso. Allenata, guarda i casi della vita, dallo stesso coach (Adriano Vertemati) che ora guida Treviglio, squadra che la Pallacanestro Lucca incontrerà domenica al Palatagliate. Mecacci vince il premio come miglior allenatore. E l’anno dopo viene promosso head coach di una Virtus giovanissima, composta per 7/10 da ragazzi del vivaio e con il lucchese Nicola Mei (uno dei primi a complimentarsi con Mecacci per la panchina di Lucca) tra i senior. Alla fine si paga lo scotto e arriva una retrocessione immeritata per il team di Mecacci, che inizia anche la collaborazione con Stefano Sacripanti, con la nazionale under 20.

L’esperienza a Lucca. Poi l’esperienza della scorsa stagione a Lucca, come vice di Roberto Russo, dove ha spesso guidato gli allenamenti. «Ma c’è sempre stato il rispetto dei ruoli – dice Mecacci -. Con Russo si pianificava insieme il lavoro e poi sul campo una parte di allenamento lo conducevo io. Però con Roberto presente e pronto a intervenire per spiegare che cosa si doveva fare. L’ultima parola spettava sempre a lui».

Quindi il ritorno dopo l’esonero del coach loivornese, ritorno in cui hanno avuto un ruolo importante i giocatori. «Li ringrazio - dice - hanno fiducia a farsi allenare da me e questo è molto importante. Conosco i vecchi e anche gli altri italiani, la novità sono stati i due stranieri».

Mecacci si definisce un coach attento ai dettagli, all’organizzazione del gioco, esigente. «Il compito dell’allenatore – dice – è mettere la squadra nelle migliori condizioni dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. Stiamo lavorando duro, con i ragazzi il confronto è continuo».

L’età per vincere. L’età per il coach della contrada dell’Istrice (di cui portava l’anello, il giorno della presentazione) non è un problema.

«Mi è già successo a Siena di guidare un gruppo con giocatori più grandi. E’ vero che c’era una situazione ambientale familiare, ma non credo che avrò problemi. Basta avere rispetto dei ruoli e rapporti buoni con tutti».

Il recente passato è stato caratterizzato da una situazione conflittuale fra guida tecnica e pubblico. Mecacci, che ha vissuto tutto lo scorso campionato dalla panchina, conosce bene quello che è successo. «Ma il passato è passato – dice - a me interessa quello che succede da domenica. Spero che la città risponda, che i tifosi ci sostengano. Voglio che i ragazzi vadano in campo con lo spirito giusto, senza mollare mai. Voglio una squadra propositiva, sorridente, oltre che professionale. Se poi il pubblico ci aiuta sarà una spinta in più. Spero di regalare a tutti subito una bella soddisfazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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