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La Pallacanestro Lucca si affida a Mecacci

La Pallacanestro Lucca si affida a Mecacci

LUCCA. Un grande abbraccio con i giocatori dello scorso anno che lo hanno accolto con entusiasmo. Poi un discorso – in inglese – negli spogliatoi a tutta la squadra. Tra le parole che pronuncia, sono...

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LUCCA. Un grande abbraccio con i giocatori dello scorso anno che lo hanno accolto con entusiasmo. Poi un discorso – in inglese – negli spogliatoi a tutta la squadra. Tra le parole che pronuncia, sono due quelle che rimangono impresse al presidente Franco Montorro: “enjoy” e “smile”, come a dire che lavorando e divertendosi si possono ottenere grandi risultati.

Matteo Mecacci torna alla Pallacanestro Lucca e stavolta vi arriva con il tappeto rosso, non più da bravissimo assistente fortemente voluto e portato da Roberto Russo, ma da giovanissimo capoallenatore che a soli 27 anni, in Italia il più giovane tra quelli che siedono sulle panchine dei campionati nazionali. Ma l’età non deve ingannare perché Mecacci ha un pedigree di razza fatto di una stagione da capo allenatore in Dna alla Virtus Siena, una stagione di lavoro con la Nazionale under 20 e tantissime finali nazionali giovanili, oltre a un secondo posto finale nel campionato under 19 e il titolo di miglior allenatore della competizione.

Il suo arrivo viene da una scelta molto ponderata arrivata dalla scrematura di una lista di sedici nomi che già sabato a pranzo era segnata su taccuini e tablet dei dirigenti biancorossi. Poi è iniziata una selezione rigida all’interno della quale Mecacci ha scalato le posizioni una dopo l’altra grazie all’ottimo lavoro svolto lo scorso anno, alla sua conoscenza dell’ambiente lucchese e al gradimento che gli hanno manifestato i giocatori.

«Prima di prendere questa decisione mi sono consultato con chiunque e ho ascoltato tutti» spiega il patron Alfredo Susanna facendo capire che vuole impostare la società come una famiglia, compatta e leale, in cui vivere con tranquillità e serenità mantenendo ognuno il rispetto dei propri ruoli. Le sue parole sono perfettamente in linea con quelle di Mecacci – presentatosi al tavolo con l’anello della sua contrada, un portafortuna speciale – che vuole un gruppo che sappia divertire, divertirsi e vincere. «C’è da lavorare tanto e credo che alla fine, se riusciamo a farlo in maniera positiva, sarà tutto più facile. Noi da oggi ci impegniamo per questo e credo che la squadra sia forte, ben allestita e più che competitiva per il campionato».

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