La manifestazione
Giuli prepara la gabbia per Tarantino
Il tecnico-poliziotto punta sul pressing: «Vanno attaccati nella loro trequarti»
LUCCA. Contro la sua squadra del cuore - quella per cui faceva il tifo in gradinata 20 anni fa applaudendo Paci, Simonetta, Donatelli, Di Stefano e Russo - non ancora vinto: due ko in Eccellenza (1-4 e 0-1) quando era alla guida del PietrasantaMarina e un pari al Porta Elisa la scorsa stagione quando subentrando a mister Ciucci riuscì a salvare dai playout i bluamaranto. Simone Giuli, 43 anni, di Capannori, allenatore-agente della polizia ferroviaria, oggi non sarà in panchina. Espulso a Castelfranco Emilia e squalificato per un turno sarà sostituito dal preparatore atletico Carlo Del Fiorentino: «Più che la mia assenza peserà quella di Francesco Tosi, un punto di riferimento in campo per i nostri ragazzi. Purtroppo siamo penalizzati da una classifica anemica (4 punti in 6 partite con 10 gol al passivo e soltanto 3 fatti). Sul piano del gioco dovevamo avere almeno 3-4 punti in più. Davanti sbagliamo troppo e la partenza di Federico Tosi finito alla Massese è stato un duro colpo». Ma Giuli non è tipo che si scoraggia e contro la Lucchese il suo Camaiore venderà cara la pelle: «Senza fare polemica vorrei ribadire che chi scrive che la Lucchese è una corazzata ha ragione. Domenica i rossoneri si permettevano il lusso di tenere in panchina gente come Aliboni e Angeli. Due giocatori che tutte le altre squadre del girone vorrebbero avere sempre in campo. La Lucchese è formata da professionisti mentre il Camaiore ha un budget limitato (poco più di 100mila euro) e la maggior parte dei ragazzi compreso l’allenatore hanno un’altra attività: Ulivi lavora in un negozio di articoli sportivi, Tosi è impiegato comunale e altri studiano. Io esco dal lavoro sabato alle 13 e non abbiamo neanche la possibilità di fare un doppio allenamento. Con tutto questo la serietà del club bluamaranto è fuori discussione». Giuli teme in modo particolare Chianese e Tarantino: «Il primo non è marcabile perché non ti dà punti di riferimento. Sul secondo stiamo studiando una sorta di gabbia e con l’arrivo di Lorenzo Biagini (1990) dalla Turris ho un’idea che mi frulla in testa. Quale? Preferisco tenermela per non dare troppi vantaggi a una squadra super che alla lunga vincerà il campionato. Di certo c’è che non li aspetteremo, non faremo barricate. L’unico modo per limitarli è quello di pressarli alto. Solo così e con un pizzico di buona sorte potremo conquistare il punto che cerchiamo».
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