Finanza
Caboni si sblocca: «Il gol mi mancava»
L’attaccante sardo ringrazia per il cross Terlino suo inseparabile compagno
LUCCA. Il personaggio di copertina stavolta è il sardo dal sorriso triste: Gianluca Caboni, 26 anni, una vita passata nei campi di serie D indossando le maglie di compagini isolane (Tempio Pausania, Torres, Selargius, Budoni, Castadias) e l’anno scorso quella di una formazione romana che negli anni Settanta approdò anche alla serie C: il Cynthia Genzano. Sino a ieri non aveva ancora segnato in campionato. Due reti in Coppa Italia con la Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo e poi tanto rammarico per i gol sbagliati a Imola e Riccione. Ieri finalmente è arrivata l’ebrezza di una rete al Porta Elisa: «Avevo realizzato una doppietta in Coppa Italia, ma nel torneo di serie D ero ancora a secco – racconta a fine match l’attaccante rossonero –. Lo ammetto: il digiuno cominciava un po’ a pesarmi, perché è lecito attendersi qualche gol da uno che gioca nel mio ruolo anche se in carriera soltanto una volta sono andato in doppia cifra (a Selargius, 15 reti). Ci sono riuscito contro la Clodiense, con un’altra doppietta. Tra l’altro nei giorni scorsi non stavo bene e non ero sicuro di poter scendere in campo. Ringrazio lo staff medico che mi ha curato come si deve. E ora spero di continuare così. Ma vorrei precisare che non è importante che Caboni faccia gol, importante è che vinca la Lucchese». Il ragazzo è davvero contento e le sue parole non sembrano le solite frasi di circostanza: «Lavoriamo tutti insieme da luglio e si sta formando un grande gruppo, non soltanto in campo, ma pure fuori. Alla distanza vedrete che questo elemento risulterà determinante». Allora dovete sapere che Caboni, Terlino, Riccobono e Petrini dividono l’appartamento e stanno spesso insieme anche nel tempo libero. A parte l’attaccante che ha già i suoi ventisei anni, gli altri son tutti under 19, però sono nuovi della città e man mano la stanno scoprendo insieme. Sono ormai inseparabili. «Remiamo tutti dalla stessa parte, non sapete quanto sia importante. E per quanto mi riguarda, cerco di seguire il suggerimento di mister Pagliuca che mi dice di lavorare sui miei punti deboli. Concentrarmi sui miei margini di miglioramento. Quali? Io non sono proprio un attaccante d’area, sono più un uomo di movimento, una seconda punta. E devo crescere sui cross dal fondo, come quello che mi ha confezionato Terlino per la prima rete contro la Clodiense. La prossima volta voglio essere io a farne uno simile per i miei compagni».
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