Il dolore
Gesam prova l’assalto alla Supercoppa
Alle 18 al Palacampagnola di Schio le biancorosse giocano il match che assegna il primo trofeo della stagione di basket rosa
LUCCA. Stridono le scarpette delle giocatrici biancorosse sul parquet del Palatagliate. Sono gli ultimi esercizi dell’allenamento del sabato, guidati, oltre che da coach Mirco Diamanti, dal medico Carlo Fiaschi e dall’osteopata Massimo Maggiani. Insieme a loro il fisioterapista Claudio Giuntoli. Il palazzetto dello sport è vuoto. Nessun curioso, nessun tifoso segue il lavoro di preparazione in vista della gara che assegna il primo trofeo della stagione, quella Supercoppa che sarà attribuita al termine della gara in programma alle 18 al Palacampagnola di Schio.
Dove Gesam Gas Le Mura torna cinque mesi dopo la finale scudetto, due gare in tre giorni che furono vinte dalle orange e che chiusero il conto. Mentre la squadra effettua gli ultimi esercizi, arriva la diesse Lidia Gorlin. Scarica tute e magliette che a fine seduta consegnerà a giocatrici e staff tecnico. Ultima a uscire dal campo è la lunga olandese Naomi Halman che si ferma (foto piccola) per essere assistita dal dottor Fiaschi a un dito della mano destra, contuso e dolorante.
Poi nel pomeriggio la partenza, con due pulmini, per la cittadina veneta, con l’Hotel Schio ancora una volta quartier generale della squadra. La Famila, che ha rinnovato anche la guida tecnica, “licenziando” il coach Maurizio Lasi e chiamando al suo posto lo spagnolo Miguel Mendez. Le orange non hanno ancora a disposizione l’americana Amber Harris, scelta per sostituire Jantel Lavender, hanno perso una pedina importante con la play Kathy Wambe, ma possono disporre nel reparto lunghe dell’ex biancorossa Kathrin Ress e possono comunque schierare tre straniere: la play ungherese Honti, fedelissima di Mendez; la guardia americana Andersson; la lunga francese Godin. Poi ci sono le italiane Sottana, Masciadri, Nadalin, Spreafico e Macchi, insieme alla giovane play Reggiani.
Squadra più o meno forte, più o meno motivata rispetto alla scorsa stagione? Solo il campo e l’andamento del campionato (oltre che dell’Eurolega) potranno dare la risposta. Sull’altro fronte c’è Le Mura. Coach Diamanti ha insistito molto in questi giorni sul tasto della personalità. Vuole una squadra tosta, di carattere ma – come accade per Schio – potrà capire solo strada facendo la reale forza della sua compagine, forza tecnica ma anche morale, come la capacità di saper fronteggiare e reagire nei momenti di difficoltà.
In teoria, ma solo in teoria, in assenza della pivot americana delle venete, il gap fra le sue squadre in questo momento sembra minore rispetto a quello della scorsa stagione. Sarà proprio così? Per verificarlo basta vedere la partita, che si annuncia comunque intensa e combattuta: per un trofeo che la Famila ha già vinto 4 volte e che Le Mura sarebbe invece un traguardo storico. (f.t.)
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