Sicurezza
Il granata del Sudamerica si rispecchia nELLA GRINTA DI Veron
LUCCA. Cinque anni fa si allenava nel mitico Estudiantes di Mar del Plata con quello che ritiene ancora il suo mito e il suo modello: Juan Sebastian Veron. Poi, grazie a un procuratore, la decisione...
LUCCA. Cinque anni fa si allenava nel mitico Estudiantes di Mar del Plata con quello che ritiene ancora il suo mito e il suo modello: Juan Sebastian Veron. Poi, grazie a un procuratore, la decisione di sbarcare in Italia per tentare l’avventura tra i professionisti. Da tre stagioni Santiago Ponce, 24 anni, argentino, centromediano o esterno all’occorrenza, è un giocatore importante per la serie D. Prima a Concordia Sagittaria e da due anni a Chioggia con la maglia granata della Clodiense negli anni Settanta nota come Union Clodia Sottomarina e a lungo protagonista nella serie C a tre girone. Domenica affronterà un connazionale - Marcos Andreas Espeche, anche lui a centrocampo ad inizio carriera - in uno stadio prestigioso come il Porta Elisa: «Ho la cittadinanza italiana grazie a un bisnonno che era di Parma. - racconta Ponce - La crisi economica? Rispetto all’Argentina da voi si sta bene e nonostante militi in una formazione dilettantistica non posso lamentarmi del trattamento economico. La società è molto seria e la squadra è composta da giovani che vogliono mettersi in mostra per cercare di trovare una collocazione tra i professionisti. Quest’anno mister Pagan mi fa giocare davanti alla difesa. Un ruolo che mi piace e mi consente di far ripartire l’azione. M’ispiro a Veron e cerco di far bene sia la fase difensiva che quella offensiva visto che la passata stagione ho realizzato tre reti. La Lucchese? Mi hanno parlato del blasone di questo club glorioso e dello stadio, uno dei più importanti della serie D. Non vedo l’ora di giocarsi e dimostrare in quel palcoscenico tutto il mio valore. Come fermare una corazzata come quella rossonera? Giocando di squadra. Nella Clodiense non ci sono prime donne. Siamo tutti umili e consapevoli che soltanto con il lavoro quotidiano possiamo migliorare. Domenica ci siamo sbloccati battendo la ex capolista Correggese. Giocando con la stessa intensità possiamo far male anche ai toscani». Tennis, pallacanestro e buone letture sono gli hobby del “Veron dei poveri”. «Sono orgoglioso di Papa Francesco che fa conoscere l’Argentina in tutto il mondo. Non sono un praticante, ma la figura del nuovo pontefice può cambiare il mondo».
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