Il dolore
Il decano Balugani: «Non faremo le barricate»
Dodici anni dopo il tecnico torna al Porta Elisa e vieta alla squadra di pensare solo alla fase difensiva
LUCCA. Ci si può emozionare anche a 67 anni dopo 25 stagioni trascorse da allenatore professionista sulle panchine di mezz’Italia. Gianni Balugani, classe 1946, modenese, il più vecchio direttore tecnico della serie D non nasconde che in queste ore l’adrenalina sale. «Per chi come me ha passato la vita dietro a un pallone che rotola prima da calciatore (Modena, Savoia e Lanciano tra B e C) e poi da allenatore (Teramo, Francavilla, Civitanovese, Fano, Monopoli, Casarano,Chieti, Ischia, Nocerina, Maceratese e Sassuolo, per citare solo alcune squadre dirette dal tecnico) il calcio è come una droga. Martedì mentre ero sul campo di allenamento con la Juniores (Balugani da tre stagioni è il responsabile del vivaio verdeblù) il presidente mi si è avvicinato, mi ha preso da parte e mi ha comunicato la sua decisione: tornare in panchina da capo allenatore in sostituzione di Pantanelli. Marcello Masi è un patron unico, speciale. Da quasi 40 anni è l’anima del Formigine. Una persona d’altri tempi che rispetta gli impegni presi e che in tempi di crisi preferisce ridurre il budget e risparmiare sui rimborsi spese ai calciatore piuttosto che mettere in cassa integrazione padri di famiglia che lavorano nelle sue aziende. Per questo non potevo dirgli di no e così mi sono rimesso la tuta e sono tornato dopo 4 stagioni nello spogliatoio della prima squadra del Formigine. L’ultima volta in Eccellenza avevo salvato la squadra ultima con 8 punti a metà campionato. Stavolta proverò a fare meglio. Siamo una buona squadra che può stare tranquillamente nella parte sinistra della classifica». Al Porta Elisa ritorna dopo 12 stagioni. Coppa Italia di C, 26 agosto 2001. «Guidavo il Sassuolo e sulla panchina di quella Lucchese, che sfiorò la B, c’era D’Arrigo. Tra le squadre c’era una categoria di differenza visto che allora i neroverdi non avevano come patron un certo Squinzi e militavano in C2 con l’unica ambizione di salvarsi prima dell’ultima giornata. Perdemmo 1-0, ma non demeritammo». Dopo due vittorie di fila (Mezzolara in casa e Fortis Juventus fuori) i 4 gol subiti al Pincelli contro la Correggese hanno lasciato il segno: «Loro sono fortissimi, ma noi abbiamo disputato una partita pessima. - prosegue Balugani - Molti ragazzi li conosco per averli già allenati (Pilia, Sarnelli, Canalini e Casini) e sono certo che hanno fatto tesoro degli errori e sono pronti a ripartire con slancio. Non sono un integralista dei moduli, ma per adesso proseguiremo con il 4-3-3 tracciato dal precedente allenatore. L’importante è giocare con la testa: guai a venire a Lucca solo a difendersi. Dobbiamo ogni volta che conquistiamo palla esser bravi a ribaltare l’azione per mettere pressione alla loro difesa e costringerli a sbagliare. Della Lucchese conosco Calistri, Aliboni e Chianese e ho visto la cassetta dell’ultima gara ad Imola. È una squadra destinata a risalire la china e vorremmo evitare che iniziassero proprio contro di noi».
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