Sicurezza
L’ESTERNo Del FORMIGINE « IL MILAN MI PREFERIVA A BORRIELLO»
LUCCA. Con l’ex nazionale under 20 Stefano Dell’Acqua è l’unico professionista in una squadra di dilettanti. Lui, Umberto Sarnelli, 31 anni, è il capitano e l’anima del Formigine. Il treno che lo...
LUCCA. Con l’ex nazionale under 20 Stefano Dell’Acqua è l’unico professionista in una squadra di dilettanti. Lui, Umberto Sarnelli, 31 anni, è il capitano e l’anima del Formigine. Il treno che lo avrebbe proiettato verso palcoscenici importanti è passato e lui non è riuscito a salirci. Ma non ha rimpianti. Non era padrone del suo destino: il cartellino era in mano a uno dei tanti procuratori-scout che popolano la Campania e il calcio in genere. «Cresciuto nel Nola ai tempi della C1 dopo il crac un procuratore mi portò alla Granarolo Felsinea, formazione dilettantistica del faentino. A 15 anni e mezzo il provino che ti cambia la vita. Mi voleva il Milan. Franco Baresi, allora direttore tecnico del settore giovanile, stravedeva per me. Ma chi decideva sul mio futuro alzò la posta. E Milanello restò un sogno. Sapete chi presero al mio posto? Marco Borriello. Eravamo partiti assieme da Napoli e per lui la richiesta fu assai più modesta». E napoletano è anche Elia Chianese che Sarnelli ha incrociato la scorsa stagione: «Siamo molto simili. Anche lui possiede notevoli qualità tecniche. Quando ci ho giocato contro soprattutto nel match di esordio l’anno scorso a Pavullo a fine gara sono andato a stringergli la mano e a fargli i complimenti. Ci fece ammattire». Nel Formigine il fantasista campano ha segnato 41 gol in tre stagioni e mezzo: «Ma io preferisco far segnare gli altri piuttosto che andare in gol. Mi piace provare il dribbling e mi reputo un altruista: sono felice quando un mio assist consente alle punte di realizzare». Il profumo del Porta Elisa ha un fascino particolare per Sarnelli: «Il mio sogno? Segnare o far segnare in quel magico stadio. L’anno scorso abbiamo strappato un pari e quest’anno vogliamo provare a far meglio». Oltre a giocare Sarnelli allena gli Esordienti: «Un’opportunità che mi ha dato il presidente Masi, una persona eccezionale. Ecco, prima di chiudere con il calcio vorrei regalargli la promozione in C. Siamo dilettanti e ci alleniamo di sera 4 volte alla settimana e quasi tutti studiano o lavorano. Ma la serietà e la puntualità nei pagamenti che ho trovato in questa realtà non c’è in molti club professionistici». E allora perché non credere nei sogni?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google