Il Tirreno

Lucca

Farneti: «Cambio modulo per fermarli»

di Luca Tronchetti
Farneti: «Cambio modulo per fermarli»

Il tecnico-tassista che porta a spasso Eco e Albanese è pronto a dare battaglia

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LUCCA. Al mattino alla guida dell’auto di rappresentanza porta a spasso partendo da Bologna lo scrittore Umberto Eco, il cantante Cesare Cremonini, l’attore Antonio Albanese o il presidente del Bologna Albano Guaraldi mentre nel pomeriggio dirige l’allenamento disegnando schemi e moduli e distillando pillole di saggezza ai calciatori dell’Imolese. Franco Farneti, 48 anni, ex difensore centrale di C1 e C2 con le maglie di Carpi, Perugia, Mantova, Alessandria, Nocerina e Iperzola, attaccate le scarpette al chiodo all’inizio degli anni Duemila ha capito subito che con una moglie e due figli a carico il calcio non poteva dargli le certezze d’un tempo. E allora ha deciso di comprarsi l’auto blu e di entrare a far parte del consorzio bolognese di conducenti di taxi ed auto di rappresentanza. Un’attività part-time che gli consente di proseguire la passione dei tempi belli: il calcio. Oggi al Romeo Galli il tecnico rossoblù sfida il suo passato. E la mente torna a quella magica stagione per i colori rossoneri: 1989-90, promozione in B. Quell’anno Farneti era uno dei pilastri del Carpi, formazione neopromossa che praticava un ottimo calcio. «Nelle due sfide con la Lucchese di Orrico ricordo un pari a reti bianche al Cabassi e una sconfitta per 2-0 a l Porta Elisa. Che corazzata la squadra dell’Omone! Paci mi faceva ammattire e la difesa con Pascucci e Montanari era impenetrabile. E poi la Ruspa Russo che rivedrò oggi e che era uno dei più battaglieri, autentico figlio del temperamento dell’allenatore rossonero. Se mi guado indietro e rivedo quel campionato con Modena, Empoli, Spal e tante altre squadre e la qualità di quei giocatori mi accorgo di quanto è basso oggi il livello dei campionati di serie C». Farneti - il cui figlio, oggi calciatore del Sassomarconi, anni addietro era il bimbo biondo dello spot tv dell’ovetto Kinder - si è ritagliato uno spazio vitale nei campionati dilettantistici. Quattro stagioni a Sasso Marconi e l’anno scorso a Imola al primo tentativo la promozione in D ai playoff di Eccellenza. «Per me tutto passa attraverso il gioco. È grazie alla prestazione che si ottengono i risultati. Chiedo sempre ai miei ragazzi di rispettare il pubblico e offrire il meglio affinché si diverta e possa tornare». Il suo schema ideale è il 3-5-2 e i suoi maestri di calcio e di vita si chiamano Tomeazzi, Roselli e Delneri: «Sono l’opposto di Pagliuca. Cerco di trasmettere la mia carica in modo pacato e senza mai alzare troppo la voce. È vero prediligo un modulo offensivo, ma credo di avere il buonsenso necessario per dire che contro la Lucchese occorre fare molta attenzione. Per cui potrei decidere di cambiare e passare alla difesa a quattro con il neo arrivato Tattini dietro un’unica punta». I rossoneri gli fanno paura: «Hanno incassato 5 gol subendo 10 tiri in porta in due partite e contro il Romagna Calcio hanno battuto 14 corner a zero. Il punto in classifica è bugiardo. Come 24 anni fa loro sono una corazzata, la favorita del campionato. Per riuscire a fermarli dobbiamo essere bravi e fortunati. In settimana abbiamo lavorato sodo per cercare di inaridire le loro fonti mantenendo la nostra incisività. Speriamo serva».

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