La manifestazione
Nolè-Mordini, portatori d’acqua
I factotum del centrocampo si ritrovano sette anni dopo le battaglie in Seconda Divisione
Fanno un lavoro oscuro in mezzo al campo. Corsa, pressing, botte e poca gloria. Magari un gol di tanto in tanto su palle inattive o su inserimenti dalle retrovie. Matteo Nolé, 28 anni e Daniele Mordini di 30 sono arrivati quest’anno nella Lucchese e nell’Imolese e si ritrovano da avversari dopo sette anni. Due campionati di C2 (stagioni 2004-2005 e 2005-2006) vissuti da avversari indossando rispettivamente le maglie del Sansovino e del Forlì. Quattro sfide, perfetta parità: una vittoria a testa e due pareggi. Entrambi hanno capito che il calcio a certi livelli non riesce a dare certezze per il futuro e quindi sono già pronti ad affrontare la vita a fine carriera: Nolé grazie al diploma lavora come contabile nell’azienda di ferramenta di famiglia, Mordini da cinque stagioni alterna pallone e motorino visto che al mattino consegna la posta agli abitanti della sua Faenza. Domenica il duello là dove sgorga il gioco si ripeterà e i due contendenti non molleranno un centimetro della loro porzione di campo. Sanno bene che per raggiungere gli obiettivi dei loro club - promozione per la Lucchese e salvezza per l’Imolese - dovranno dare sempre il 101%. Loro sono pronti.
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