Sicurezza
Tavelli vuol stupire con gli under del Montichiari
Il tecnico dell’Asl di Brescia punta su corsa e aggressività: «Solo con il pressing possiamo scamparla»
LUCCA. La vita scorre veloce come la banda di ragazzini terribili che allena nel bellissimo centro sportivo di Montichiarello (due campi da 11, uno da 7 e uno da cinque con annesso ristorante) che Lucca neanche si sogna. Lamberto Tavelli, 50 anni, tecnico della prevenzione per l’Asl di Brescia e allenatore per diletto, negli anni Ottanta era una promessa del calcio italiano. A 17 anni il debutto in B con il Brescia, la convocazione con la Nazionale Juniores accanto al futuro campione del Mondo Beppe Bergomi, il titolo di capocannoniere della Primavera con 25 reti, le stesse del povero Borgonovo. «Ero il pupillo di Gigi Simoni, il tecnico che mi faceva allenare nel 1980 con la prima squadra del Brescia che andò in A. Dicevano che ero destinato a una carriera luminosa. Ma a 19 anni quando mi mandarono in prestito al Pergocrema mi ruppi il crociato del ginocchio destro e la mia vita cambiò. Oggi in sei mesi torni ad allenarti, nel 1982 la tua carriera era compromessa. Quell’infortunio mi segnò per sempre. Provai a riprendere, ma dopo aver girovagato in C2 tra Foligno, Martinafranca e Andria capii che non ce l’avrei fatta e allora scesi nei dilettanti». A 34 anni inizia la carriera di allenatore. Responsabile del settore giovanile del Montichiari, tecnico della Berretti sino alla prima squadra: «Dopo essere subentrato in C2 a due tecnici e aver salvato il club dalla retrocessione mi promisero la panchina. Invece chiamarono un altro al mio posto. A quel punto mi misi a studiare, presi la laurea e trovai un posto all’Asl. È stata la mia fortuna. Ho uno stipendio fisso e lavorando nel distretto di Montichiari posso programmare gli allenamenti». Dopo aver girovagato tra Eccellenza e Promozione (Sirmionese, Rudianese, Pavonese, Rezzato e Bedizzolese) quest’anno il suo amico ed ex compagno di squadra nel Brescia, Stefano Bonometti, l’ha voluto alla guida del Montichiari. «Puntiamo alla salvezza attraverso un calcio propositivo. La Lucchese è molto più forte e l’unica arma che abbiamo è quella della corsa, del pressing, dell’aggressività. In campo schiererò 6 under rinunciando dall’inizio al bomber Beretta, a Bonometti junior e al difensore Filippini che non sono ancora al top. Non amo le alchimie tattiche e credo che alla fine le partite non le vinca il tecnico, ma i giocatori che debbono essere messi in campo senza snaturare le loro caratteristiche. Ai rossoneri dico di stare attenti ai miei due attaccanti specie al diciassettenne Lera (21 presenze e 7 gol a Crema in Eccellenza): ha qualità e attitudini per sfondare nel calcio».
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