Toscana
Barsanti fermo per mesi: rotto il crociato del ginocchio sinistro
LUCCA. «Contento ed entusiasta di avere la possibilità ancora per un altro anno di giocare per la squadra della mia città! Il sesto campionato con i colori biancorossi. Dalla B2 alla Legadue Silver!»...
LUCCA. «Contento ed entusiasta di avere la possibilità ancora per un altro anno di giocare per la squadra della mia città! Il sesto campionato con i colori biancorossi. Dalla B2 alla Legadue Silver!». Con questo entusiasmo appena dieci giorni fa Andrea Barsanti annunciava dalla sua pagina Facebook l’accordo trovato nuovamente con la Pallacanestro Lucca. Poche righe che avevano riscosso un centinaio di “mi piace” e tantissimi commenti di amici e tifosi. Oggi la situazione è completamente differente perché a causa di un banale incidente domestico – stava scendendo le scale con una valigia in mano – ha riportato la rottura del legamento crociato al ginocchio sinistro.
La diagnosi, che era già stata anticipata dal professor Michele Gemignani, ieri pomeriggio è stata confermata dalla risonanza magnetica. Andrea dovrà operarsi nel giro di pochi giorni e poi inizierà un cammino di riabilitazione per riportarlo in campo il prima possibile. Difficile anche capire quali sono i tempi di recupero anche se è improbabile pensare di poterlo rivedere in campo entro la fine del 2013 visto che di norma interventi come questi richiedono almeno 5 mesi di recupero prima di poter riprendere a fare attività agonistica.
Una notizia che ha trovato spiazzata anche la società che ora dovrà decidere se iniziare la stagione senza un giocatore o se i In ogni caso per il momento la parola d’ordine è non affrettare i tempi per evitare di sbagliare la scelta di un giocatore. In ogni caso, con il tipo di roster che è stato allestito finora, Parente e Deloach sono in grado di alternarsi tranquillamente nei ruoli di playmaker e di guardia mentre sia Martin, sia Valenti, sia Santarossa possono alternarsi nei ruoli di ala piccola e ala forte offrendo parecchie soluzioni tattiche.
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