Il Tirreno

Lucca

Facchetti testimonial di Lucca United

di Luca Tronchetti
Facchetti testimonial di Lucca United

L’attore figlio del grande campione crede nella possibilità di cambiare i poteri nel calcio dando voce ai tifosi non violenti

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una scelta coraggiosa, forse rivoluzionaria per un paese ancorato a modelli tradizionali e indietro di almeno vent’anni sul resto d’Europa, quella dell’azionariato popolare che in Germania, ma anche in Spagna e Inghilterra è una delle forme societarie più diffuse nel mondo del calcio. Gianfelice Facchetti, scrittore, attore e regista teatrale, figlio dell’indimenticabile capitano dell’Inter e della Nazionale, sposa il progetto di Lucca United e da ieri mattina è ufficialmente il testimonial dell’associazione dei 370 tifosi consapevoli custodi della centenaria storia della Lucchese e capaci di acquistare due anni fa - primo club in Italia e tra i pochissimi in Europa - il logo e il marchio dalla curatela fallimentare per impedire in futuro che avventurieri o speculatori possono appropriarsi di 108 anni di storia gettandoli nella polvere. Il figlio di Giacinto Magno incuriosito dal racconto di un amico cronista de Il Tirreno si è interessato a questa iniziativa innovativa nel panorama dello sport italiano e ha raccolto l’invito a diventare socio onorario e testimonial di Lucca United in nome dei principi sportivi che animano l’associazione dei tifosi: lealtà, serietà, trasparenza e solidarietà.

L’incontro. Facchetti arriva all’appuntamento dietro la curva Ovest dove Lucca United sta realizzando la sede (sarà pronta entro settembre con un piccolo museo storico)alle 9,45. Entra all’interno del Porta Elisa in compagnia di Oreste e Bambi, due piccoli meticci salvati da una triste fine che lo seguono silenziosi, e stringe la mano a Renzo Reni, l’addetto al prato verde dello stadio che da alcuni giorni sta mettendo a dimora i nuovi ciuffi d’erba utilizzati per le operazioni di rizollatura. Ad attenderlo ci sono una decina di rappresentanti dell’azionariato popolare e il socio della Lucchese, Moreno Micheloni. Il feeling è immediato. Il figlio del grande campione viene omaggiato di sciarpe e magliette con i colori rossoneri, del libro più dvd sui Cento anni della Lucchese e di una bottiglia di vino realizzata dai ragazzi del bar Moka di via Fillungo. «Siamo orgogliosi di poter aver Gianfelice Facchetti come rappresentante di Lucca United perché lui rispecchia fedelmente i principi alla base della nostra associazione.- dice nel corso di un breve incontro con la stampa il vice presidente Piero Pacini -La storia della Lucchese è una storia importante con 8 anni di serie A e tanta serie B. Chi meglio di Gianfelice, che custodisce gelosamente i valori e la grandezza morale del grande Giacinto, può trasmettere la nostra iniziativa a livello nazionale?».

La scelta. Facchetti parla della scelta di aderire all’azionariato popolare: «L’idea di un controllo dal basso nel mondo del calcio e nello sport in generale è sicuramente da appoggiare e da riproporre ovunque. E poco importa che parta da una piazza che adesso, per una serie di incredibili circostanze, milita in serie D. All’estero da tempo hanno capito l’importanza dell’azionariato diffuso che coinvolga gli sportivi. In Germania il 51% del capitale sociale appartiene alla tifoseria e il 49% ai grandi gruppi industriali o bancari. Mi pare che lì contrariamente all’Italia - dove con sempre maggior frequenza squadre anche di grande tradizione spariscono a causa di cattive gestioni e malaffare - i club funzionano e i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Il calcio è uno sport popolare nato dal basso e deve tornare ad essere uno sport fruibile dalla gente con stadi pieni perché più sicuri e meno tifosi davanti alla televisione che tutto fagocita. La storia della Lucchese e di questi tifosi innamorati con lo sguardo rivolto al sociale e un bell’esempio da seguire e mi auguro nel mio piccolo di portare qualcosa di positivo a Lucca e alla Lucchese. Compatibilmente con gli impegni a teatro (Gianfelice Facchetti sta anche lavorando alla stesura di un secondo libro dopo il successo di «Se no che gente saremmo») probabilmente a primavera verrò a vedere la squadra sperando che possa tornare tra i professionisti».

Gemellaggio futuro. Con l’arrivo di Facchetti come testimonial di Lucca United allo studio c’è la possibilità di qualche amichevole in beneficienza da poter disputare al Porta Elisa nel periodo invernale. Intanto all’uscita dalla mini conferenza nasce un inatteso gemellaggio. Quello tra Lucca United e l’azionariato popolare del Gottingen, formazione tedesca di quinta serie (la nostra D) della Renania fondata, neanche a farlo apposta, nel 1905. E come la Lucchese dal passato glorioso (serie A nel dopoguerra e serie B) e fallita a causa di gestioni scellerate con un crollo di spettatori da 15mila a 500. Dirk Nederer, uno dei responsabili del club, è entrato dentro lo stadio e si è messo a parlare con i dirigenti di Lucca United. L’idea è quella di organizzare un gemellaggio per poi disputare un’amichevole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web