Il Tirreno

Lucca

Pagliuca, il marine che usa la tecnologia per spiegare la tattica

di Nicola Nucci
 Pagliuca, il marine che usa la tecnologia per spiegare la tattica

Il tecnico rossonero si sveglia all’alba per studiare gli schemi «Il mio obiettivo? Far divertire i tifosi e vincere con il gioco»

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LUCCA. Si è presentato in un punta di piedi, onorato di ereditare una panchina dove sono seduti allenatori importanti da Lippi e Bolchi agli amati Orrico e Favarin. Umiltà, entusiasmo e schiettezza. Un approccio che ha fatto breccia tra i tifosi. Il nuovo allenatore rossonero Guido Pagliuca, 37 anni di Cecina, non si lancia in proclami, ma promette una Lucchese combattiva e spettacolare. Dopo le esperienze in piccole realtà a Cecina, Borgo a Buggiano, Gavorrano e Bogliasco è arrivata la sua grande occasione in una piazza blasonata. Da gennaio, dopo che si è bruscamente interrotto il suo rapporto col Bogliasco era tornato a fare l'operaio nell'azienda di famiglia. «Anche quando allenavo il Cecina ho sempre lavorato nell'impresa edile di mio padre, anche sul cantiere: mi ha insegnato il gioco di squadra e la cultura del lavoro. Sono un allenatore calcio e famiglia. Appena posso staccare mi dedico a moglie e figlio».

Mentalità. Preparato, grande lavoratore (“mi alzo prestissimo”), maniacale negli allenamenti e nella tattica. «I mie modelli? Zeman e Giampaolo, ma cerco di studiare tutti gli allenatori e prendere il meglio. Ho imparato tanto anche da un libro, “Scoiattoli e tacchini” di Gianpaolo Montali, ex ct della nazionale di pallavolo. La metafora della miscela fra scoiattoli e tacchini, che sappiano esprimere i loro talenti e andare oltre i propri limiti, è alla base dei successi». A Lucca dovrà tenere a bada il suo temperamento sanguigno. In panchina Pagliuca è come un leone in gabbia. «Sono consapevole che è aumentata anche la mia responsabilità. Da cosa mi sono accorto di essere alla Lucchese? Dall'organizzazione societaria e dai tifosi. A Coreglia per la prima uscita erano tanti : c'è una passione vera, spero di farli divertire».

Schemi e video. La Lucchese dopo una settimana è ancora incompleta e sarà rinforzata con altri due attaccanti over, un centrocampista esperto ed un difensore under. Ma inizia ad avere un marchio di fabbrica. «Il 4-3-1-2 sarà uno dei moduli di riferimento insieme al 4-3-3, voglio un terzetto di centrocampisti avanzati per cercare la profondità con l'elemento che ha più corsa e dinamismo ed un play di raccordo che sarà Aliboni che finora non ho potuto avere a disposizione. Gli under? Saranno collocati in porta (Casapieri) e destra, per gli altri due vedremo in base alle caratteristiche e agli avversari. Potrebbero essere due esterni alti o bassi o un laterale e un trequartista. Ci serve un attaccante che garantisca gol e forza, più che centravanti mi piace chiamarlo elemento offensivo. Nel Borgo a Buggiano giocavo con Pulina e Del Bono con Rosati alle spalle, nel Gavorrano avevo una punta come Fioretti. I dati dei test atletici? Sono stati archiviati per monitorare la condizione della squadra e con la videocamera registro alcuni allenamenti per evidenziare gli errori e correggerli». Il Borgo del 2010-2011 è stato il suo capolavoro. Un'impresa storica. Promozione in C2 ed un gioco scintillante. «Non eravamo favoriti, ma era un gruppo straordinario. Spero sia così anche a Lucca»

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