Il dolore
Francesca Dotto star agli Europei under 20
Un canestro della play ha regalato alla Nazionale il successo contro la Russia Le Mura ha investito su di lei ma poi ha abbandonato la linea delle giovani
LUCCA. Ha dovuto vincere la sua timidezza, la sua ritrosia a farsi intervistare. Giocoforza. Perché la ribalta Francesca Dotto, 20 anni compiuti il 17 marzo, di Camposanpiero (Padova), l’ha conquistata a suon di prestazioni sul parquet, di accelerazioni fulminanti, di assist quanto mai improbabili, di canestri coraggiosi.
E così è entrata nel mirino dei media, è stata uno delle più gettonate, al momento delle dichiarazioni, delle interviste, sui giornali, sul web o in tv.
La play di Gesam Gas Le Mura è diventata rapidamente una stella in azzurro, confermando di essere una delle migliori, se non la migliore giovane in assoluto del basket rosa. Lo ha fatto vedere con la Nazionale maggiore agli Europei in Francia, lo sta ribadendo in Turchia, dove con le azzurre sta partecipando agli Europei under 20.
Ieri l’ultima gemma, un canestro a 4 secondi dalla fine che ha regalato all’Italia il successo (46-45) sulla Russia.
Francesca ha realizzato 14 punti, dopo i 12 del giorno prima contro l’Ungheria e i 10 della gara inaugurale contro la Francia. Il Basket Le Mura gongola.
Prima della serie finale contro la Famila Schio la società del presidente Rodolfo Cavallo aveva fatto valere l’opzione, acquisendo l’intero cartellino della giocatrice di San Martino di Lupari.
Ora Dotto è un valore aggiunto per la società. Facile, dopo quello che sta facendo vedere anche in azzurro, che su di lei si concentrino le attenzioni di club importanti. Se si confermerà anche nella prossima stagione, appena la seconda di A1 per lei, qualche offerta potrebbe veramente arrivare.
L’operazione Dotto conferma quanto sia importante lavorare con le giovani, programmare, riuscire a creare in casa le giocatrici del futuro o – visto che Le Mura su questo punto è ancora indietro – riuscire a intercettare per tempo altrove ragazze su cui puntare.
Il club biancorosso avrebbe potuto farlo anche questa estate. Dopo aver raggiunto il massimo risultato che poteva raggiungere, cioè la finale scudetto contro Schio, e alla luce dell’impossibilità, per motivi economici, di contrastare il predominio di un club come la Famila (che ha addirittura tesserato quattro straniere, ovviamente in chiave Eurolega, visto che in Italia può schierarne solo tre), Le Mura avrebbe potuto fare una scelta radicale.
Cioè andare a cercare giocatrici giovani per proseguire sulla strada intrapresa con Dotto (e Spreafico, poco valorizzata nella scorsa stagione e ora ripresa da Schio), inserendo nel roster almeno 2-3 ragazze di prospettiva.
Una scelta che - dopo la finale scudetto - sembrava condivisa dalla società e favorita dalla separazione da una veterana come Andrade.
Poi invece le decisioni di coach Mirco Diamanti, in sede di mercato e quindi di composizione del nuovo organico, evidentemente avallate dal resto dello staff tecnico e dai dirigenti, sono andate in tutt’altra direzione. Ed è stata allestita una squadra sicuramente di valore, in grado di recitare un ruolo di primo piano in un campionato che peraltro non si annuncia certo di livello pari a quelli di 3-4 stagioni fa.
Una formazione che può ambire a entrare fra le prime quattro, ma che di prospettiva e di programmazione ha poco.
E per una società come il Basket Le Mura non si tratta certo di una questione secondaria.
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