Il dolore
Rosadini andrà a caccia di talenti
La sua missione è quella di ristrutturare il settore giovanile partendo da validi istruttori-educatori
LUCCA. Dalle sue parti in Valdarno lo hanno ribattezzato «Re Giorgio» per la sua innata capacità di riorganizzare i settori giovanili basandosi su istruttori-educatori qualificati. Carismatico, documentato, professionale, riservato, scevro da ogni polemica Rosadini è un sorta di dottor Sottile del calcio dilettantistico. Il Mino Favini (mitico responsabile del vivaio dell’Atalanta) di casa nostra. A suo parere per migliore un settore giovanile servono tre componenti: organizzazione, strutture, tecnici qualificati. Il suo modello? L’oratorio. Quello in cui è cresciuto e a 20 anni ha iniziato ad allenare: il Pestello di Montevarchi. Un uomo del Novecento ancorato a valori tradizionali che non passano mai di moda. Con i ragazzi che escono dal settore giovanile che prima devono essere uomini e poi calciatori. E che, se non riportano buoni voti a scuola, meglio stiano in tribuna piuttosto che in campo. È a Lucca da una settimana. «Faccio su e giù da Montevarchi, ma penso che presto prenderò un appartamento in loco. - racconta il dg e uomo di fiducia di Andrea Bacci che ieri pomeriggio ha assistito a Coverciano con Russo e i soci Gonzadi e Zappelli alla partita tra la nazionale under 19 di Evani e la Primavera del Siena - Sette giorni sono pochi per dare giudizi, ma posso affermare con franchezza che ho trovato un ambiente ideale per lavorare con persone giovani ed entusiaste. Anche il primo cittadino mi ha fatto una bella impressione. Gli abbiamo parlato del nostro progetto basato sul settore giovanile, sulle strutture societarie e gli impianti. Ha recepito e sono certo, compatibilmente con i problemi economici che attanagliano i comuni italiani, darà una mano alla Lucchese».
Ricercatore. Rosadini è un ricercatore. Non solo di talenti calcistici. Lavora come impiegato in un industria chimica come ricercatore tecnologico e dal 1993 quando sbarcò in D con la Colligiana ha preso il part time: dalle 8 alle 14 in azienda, dalle 14 alle 20 sul campo o dietro la scrivania. A Lucca c’era già stato da allenatore: nel 2002 quando guidava il Cavriglia e affrontava il Ponte del Giglio di Maneschi. «Ho iniziato con i preti all’oratorio: la miglior palestra di educazione alla vita. Il rispetto delle regole e dei valori è fondamentale per crescere in ogni organizzazione. Ecco, io intendo portare la mia esperienza di un calcio dilettantistico fatto in maniera professionale». Rosadini curerà l’organigramma societario: «Ognuno dovrà avere i suoi compiti e le sue competenze e a guidare i ragazzi del vivaio dovranno essere istruttori-educatori altamente qualificati». L’incontro con Bacci è avvenuto due anni fa. «Mi ha chiamato un vecchio dirigente della Rignanese per riorganizzare il settore giovanile. Anche lì come a Lucca il lavoro era già avviato e c’era soltanto da organizzarlo meglio. Bacci l’ho conosciuto lì e mi ha chiesto di seguirlo in questa affascinante avventura. È una persona seria, competente e leale. Remando tutti nella stessa direzione possiamo fare buone cose. Junior Lucchese? Stanno facendo un buon lavoro e noi siamo pronti a dare una mano».
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