Attenzione
Nessuna fusione con il Borgo a Buggiano
Lo studio Grassani non ha ricevuto alcun mandato e Paganelli è interessato solo all’affitto dello stadio
LUCCA. Una notizia priva di fondamento. Nessuna ipotesi di fusione con il Borgo a Buggiano e quindi nessuna possibilità, almeno attraverso l’unione tra i due club, che la Lucchese giochi in Seconda Divisione in virtù di un’incorporazione. Lo studio Grassani, tirato in ballo da un sito internet, smentisce in modo categorico: «Non abbiamo ricevuto alcun tipo d’incarico. Anzi, il dottor Paganelli, patron del club azzurro che noi assistiamo legalmente, ci ha telefonato per chiudere definitivamente qualsiasi ipotesi legata alla fusione dopo l’accordo tra la Lucchese e l’imprenditore Bacci. Intendiamoci, nessun rancore. Paganelli ha capito la situazione e semmai ci ha chiesto di avere un contatto con la dirigenza per quanto riguarda la convenzione per la prossima stagione legata all’utilizzo del Porta Elisa». Fine delle trasmissioni. Chi invece è rimasto deluso e amareggiato dalla decisione dei soci di cedere la maggioranza del pacchetto azionario al gruppo fiorentino è l’immobiliarista ligure Giuseppe Perpignano, patron del Bogliasco: «Sono senza parole. - dice al telefono - Ero pronto a cedere la proprietà del Bogliasco ed entrare con entusiasmo e un po’ di soldi (si parla di 200mila euro, ndr) nella Lucchese. I dirigenti erano venuti a Bogliasco avevamo parlato e addirittura ero pronto per fissare il notaio e depositare le quote. Un dietrofront che mi amareggia. Ci voleva maggiore onestà: avrebbero dovuto dirmi che c’erano competitor più graditi di me. È la prima volta che mi accade una cosa del genere. E dire che ero pronto a costruire una squadra competitiva e a valorizzare il settore giovanile». Infine c’è da registrare che Riccardo Maestrelli, figlio del presidente onorario Egiziano, almeno inizialmente potrebbe decidere di non acquisire quote societarie anche se seguirà da vicino le mosse del club.
Luca Tronchetti
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