Il Tirreno

Lucca

Vasco Favilla, un clic sotto canestro

di Fabrizio Tonelli
Vasco Favilla, un clic sotto canestro

Da 17 anni segue e documenta con le sue foto e i suoi video i successi del Basket femminile Gesam Gas Le Mura

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LUCCA. Quella foto della figlia Gloria che alza la coppa al cielo, quell’immagine che simboleggia la promozione della squadra di basket in A1, è tra i ricordi e tra gli scatti cui il “fotografo” Vasco Favilla è più affezionato. Sicuramente il più carico di significati, di emozioni.

Vasco è la memoria storica del Basket Le Mura, che si appresta a disputare la sua prima finale scudetto. Nella sua casa conserva filmati, video, migliaia di foto che testimoniano gli anni di attività di questa società, da quel giorno in cui portò Gloria, oggi capitana, a vedere un allenamento della squadra.

«Gloria aveva 11 anni – ricorda Vasco – era gracile nel fisico. Praticava la ginnastica artistica, ma a me piaceva che facesse uno sport di squadra. Era introversa e credevo che stare in un gruppo le avrebbe fatto bene. Scelsi la pallacanestro, chiamai la signora Parca e la portai all’allenamento. Le piacque e cominciò a giocare».

Nelle formazioni giovanili i genitori hanno spesso ruoli importanti, danno una mano, specie per le trasferte. Così Vasco diventa dirigente accompagnatore, una funzione che ricoprirà per diversi anni, nel team guidato da Silvia Ricci e Claudia Del Rosso. Segue le partite, segue la figlia anche quando vince il trofeo nazionale delle Regioni con la rappresentativa toscana (è il 1999), squadra in cui milita anche Federica Bertolucci. Poi il passaggio nella juniores e a 16 anni il debutto in prima squadra.

La svolta giunge con il ritorno nel 2001 di Lidia Gorlin e la costituzione di un gruppo di ragazze nate nel 1985, oltre a Gloria, Cristina Mei. Federica Bertolucci, Ada Puliti.

Vasco Favilla si ritrova sempre più spesso con la macchina fotografica e la videocamera in mano. E’ testimone della grande ascesa della squadra, produce dei video sul trionfo di Scandiano (2006), sulla promozione in A2 (a Civitavecchia) e soprattutto coglie con la sua Nikon gli attimi più belli del trionfo di Cagliari, la promozione in A1. I suoi scatti di quella sera vengono pubblicati su Il Tirreno.

«Ricordo la grande gioia per il successo della squadra – dice Favilla – ma anche l’ansia, perchè in albergo non si riusciva a effettuare il collegamento a Internet per inviare le foto. Era già passata da un pezzo mezzanotte. Poi finalmente ci riuscii e il giorno dopo ebbi la soddisfazione di vedere i miei scatti sul giornale».

Al Tirreno Vasco Favilla da allora ha continuato a offrire le sue foto più belle, che raccontano la storia di questo club, dei suoi, successi, i volti delle giocatrici che anno dopo anno hanno vestito questa maglia. Foto spesso fatte in situazioni difficili, come al Palatagliate, dove le condizioni di luce non sono certo le migliori per chi deve cogliere l’immagine. Anche curiose, come l’ombelico tatuato di Mahoney, emerso da una maglia tirata durante un’azione di gioco.

Adesso la Nikon di Vasco si appresta a fotografare la serie scudetto.Se lo aspettava di arrivare a questo punto?

«Ripetiamo sempre – dice Favilla – l’aneddoto, quello che ci disse Lidia Gorlin, dopo la finale giovanile juniores a Valeggio sul Mincio. Non vincemmo, ma Gorlin escamò “Queste bimbe le portiamo in serie A”. E così è successo. Certi spettacoli sono indimenticabili, come il palasport in occasione della finale di Coppa Italia. Per fortuna ci sono le foto a ricordarlo».

Da genitore a fotografo ufficiale del club, cos’è cambiato?

«Prima – dice Favilla – mi conoscevano per essere il padre di Gloria, ora invece mi cercano per le foto. Quest’anno abbiamo il sito ufficiale, la pagina Facebook, il giornalino Timeout, l’impegno è notevole ma dà soddisfazioni. Come quelle pagine del Tirreno dopo Cagliari, finite nel mio libro dei ricordi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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