Favilla, dalla poltrona al parquet
«Le finali scudetto le avevo sempre viste in tv, ora posso essere protagonista»
LUCCA. Dalla poltrona al parquet. Il destino di Gloria Favilla, capitano del Basket Le Mura Gesam Gas, si compie in una notte al Palatagliate. Una notte in cui la numero 11 dà un calcio al pallone che vola fino al soffitto, poi lo insegue, lo contende alle compagne, lo nasconde sotto la maglia.
«La finale scudetto l’ho sempre vista in televisione», dice Gloria. Quest’anno invece la prospettiva cambia, quest’anno sarà la televisione a mostrare lei e le sue compagne di squadra che saranno impegnate nella sfida alla Famila Schio.
«Che dire, è una grande emozione - racconta Favilla -. Tanti anni fa, fu Lidia Gorlin a dirci che dovevamo lavorare sodo, che un giorno avremmo raggiunto la serie A. Ci guardammo incredule, non ci credeva nessuno. Oggi sono qui, a preparare una finale scudetto con la maglia della squadra della mia città».
Che sia un grande risultato, nessun dubbio. Come non ci sono dubbi sul fatto che la squadra lo abbia conquistato con merito, sul campo, infilando una straordinaria serie di successi, acquisendo quella che Gloria definisce «consapevolezza». Dei propri mezzi, delle possibilità, del fatto di essere ormai non più una sorpresa, una formazione rivelazione, come nella scorsa stagione, ma una realtà della pallacanestro femminile.
Da Gloria, il capitano, a Mirco, l’allenatore, il passo è breve. Difficile credere che quando sette anni fa accettò di guidare il Basket Le Mura, appena promosso in B d’Eccellenza, Diamanti potesse pensare di poter arrivare a una finale scudetto, traguardo che non aveva mai raggiunto nella sua carriera.
«Quando sono venuto a Lucca - racconta il tecnico - credevo nel mio lavoro e nei miei percorsi. Dovevo solo capire se la società era in grado di stare al passo dei risultati che la squadra avrebbe ottenuto. Posso dire che è stata proprio la squadra a guidare la società, a spingerla a crescere, abbiamo anche rischiato, poi sono entrate nuove persone che hanno contribuito a migliorare la struttura. Anche il mio staff è cresciuto di anno in anno, non ci sono più solo i carrarersi (il medico Fiaschi e l’osteopata Maggiani;ndr), ma anche il vice Piazza e il fisioterapista Giuntoli, che hanno integrato al meglio una equipe consolidata».
Diamanti sottolinea anche un altro aspetto: «Ogni anno,ogni campionato, non siamo mai stati dati per favoriti, ma con il lavoro, con la coesione del gruppo, con lo spirito di sacrificio abbiamo raggiunto risultati sempre migliori».
Fabrizio Tonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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