Sicurezza
Morto Frandsen, il bomber dell’ultima serie A
Si è spento a 88 anni nella sua Copenaghen l’attaccante danese che aveva fatto grande la Lucchese
LUCCA. La Lucchese perde un altro pezzo della sua storia. Ci ha lasciato anche il bomber dell’ultima serie A: Kaj Frandsen, classe 1923, 12 reti in 34 partite nella maledetta stagione 1951-52 quella che sancì la retrocessione dei rossoneri dopo il duplice spareggio con la Triestina e il definitivo addio alla massima serie. Biondo, occhi azzurri (si narra di un suo rendez vous in città con Gina Lollobrigida), attaccante rapido e implacabile, Frandsen si illuminava quando parlava di Lucca. Sino a 6-7 anni fa tornava puntualmente per la festa di S. Croce legato da un profondo affetto con il re del clic Alcide Tosi. Aveva acquistato una casetta in collina a Pedona e per decenni con l’adorata moglie, scomparsa sei mesi fa, aveva passato lì le vacanze estive. Quel legame viscerale con Lucca (Frandsen ci giocò due stagioni, dal 1951 al 1953, sancite da altrettante dolorose retrocessioni) traspare nell’ultima commossa intervista nel dvd del Centenario rossonero.
La carriera. Frandsen aveva mosso i primi passi nella squadra danese della Fremad Copenaghen. Capocannoniere del campionato e titolare della nazionale assieme agli assi del momento John e Karl Hansen (Juventus), Pilmark (Bologna) e Soerensen (Atalanta). Lo prese la Sampdoria, ma poiché aveva già due stranieri tesserati (all’epoca non potevano essere di più) fu dirottato in B alla Cremonese e l’anno successivo girato alla Lucchese. Al Torino realizzò una tripletta tanto che avrebbe dovuto passare dai rossoneri ai granata. Ma all’epoca il calcio non dava certezze neanche in serie A e a fine estate del 1953 ricevette una cartolina da Copenaghen. Laureato in matematica aveva ottenuto una cattedra di insegnante. Lasciò così il pallone (in Danimarca chi era passato professionista non poteva rientrare in patria e giocare nello status di dilettante) e si dedicò all’insegnamento. Senza mai dimenticare Lucca.
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