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LUCCA. Il giorno dopo mamma Ress lo dedica al piccolo Sebastian. E’ una bella giornata di sole, un anticipo dell’estate, da vivere all’aperto, sulle Mura, dove Kathrin porta spesso il suo bambino....

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LUCCA. Il giorno dopo mamma Ress lo dedica al piccolo Sebastian. E’ una bella giornata di sole, un anticipo dell’estate, da vivere all’aperto, sulle Mura, dove Kathrin porta spesso il suo bambino. Con lei, il suo compagno e i genitori, arrivati a Lucca da Pochi di Salorno, dove Gervasio e Margareth Ress gestiscono l’albergo ristorante Grunwald, l’attività di famiglia. Le danno una mano in questi giorni particolarmente intensi dal punto di vista cestistico, domani e venerdì le gare due e tre della semifinale scudetto contro Parma dal cui esito dipenderà il prosieguo della stagione.

Da Pochi di Salorno, dai monti dell’Alto Adige a Lucca, l’ultima tappa – per ora - di una carriera che ha portato Kathrin in giro per il mondo. Dall’high school della West Virginia al Boston College, dai Minnesota Lynx (che l’avevano scelta al draft della Wnba, secondo giro, con il numero 24), al trasferimento nel 2011 alle Canarie. Esperienze, di vita e di basket, che l’hanno arricchita, l’hanno fatta crescere sia dal punto di vista umano che tecnico. Domenica a Parma, in garauno della semifinale, ha dato il meglio di sé con la maglia di Gesam Gas Le Mura, ha cambiato il volto della partita, ha dato certezze alla squadra nel momento in cui le compagne ne avevano bisogno. Ha fatto capire di poter essere protagonista in questa fase decisiva della stagione e di meritare quella maglia azzurra che può portarla agli Europei di Parigi.

E’ successo nella città dove tutto era nato, Parma. Perché Kathrin, sportiva vera, che da bambina oltre ad amare la montagna, praticava vari sport, dal tennis al calcio, si è avvicinata al basket a 11 anni. Suo fratello Tomas, punto di forza della Mens Sana Siena, giocava con Matteo Bertolazzi, figlio di Gianni, storico presidente del Basket Parma. Instaurato il contatto, Kathrin che frequenta la scuola media, prima classe, si ritrova a Parma, comincia a prendere confidenza con la palla e il parquet, sfrutta la sua statura per imporsi. Ma all’inizio non tutto è facile, Kathrin decide perfino di tornare a casa, rimane ferma senza un club perché Parma non vuole cederla in prestito. Continua a giocare solo grazie alle convocazioni nella Nazionale giovanile. Nel 2007 arriva la chiamata da Schio. Alla Famila la numero 9 di Gesam Gas resta tre anni, vince l’EuroCup nel 2008, uno scudetto e la Coppa Italia. Quindi l’esperienza americana e quella alla Canarie, il ritorno in Italia, la maternità che l’ha fatta stare ferma a lungo. Dopo la nascita di Sebastian, Ress riparte da Faenza, dal Club Atletico Romagna. Mesi travagliati, difficoltà economiche e prima di Natale la decisione di chiudere l’attività. Kathrin torna sul mercato, il suo cartellino fa gola a vari club, Schio e Taranto su tutti. Ma fra le proposte ricevute, Ress sceglie quella di Lucca, realtà emergente del basket femminile nazionale.

«Volevo un ambiente in cui poter lavorare bene dopo un anno di stop, dove sapevo che sarebbe stato curato ogni dettaglio anche sul piano fisico. Mi serviva tutto questo per ritrovarmi dopo la gravidanza. E’ stata la scelta giusta».

A Lucca Ress ritrova anche i risultati. Final Four di Coppa e semifinale scudetto, per ora: «Proprio così e l’obiettivo è quello di arrivare fino in fondo, alla finale. Sappiamo che dall’altra parte c’è Schio, che è di un altro pianeta, però le partite vanno giocate una per volta. Ovviamente a cominciare da quelle contro Parma».

Ress compirà 28 anni il prossimo 26 giugno, la pallacanestro è una parte importante della sua vita, ma la condizione di mamma ha cambiato le priorità: «Cosa farò da grande? La famiglia viene prima di tutto anche se il basket mi ha dato e mi dà tanto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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