Sicurezza
Lucchese, si lavora per un club più forte
Continuano i contatti con gli imprenditori Paganelli e Perpignano, per una C2 di qualità servono quasi 2 milioni di euro
LUCCA. La dirigenza rossonera, a fari spenti, continua le consultazioni per potenziare il futuro assetto societario. Dopo gli incontri con Paganelli (patron del Borgo a Bugiano) ieri è stata la volta di Giuseppe Perpignano, presidente del Bogliasco, rimasto folgorato dalla città di Lucca e interessato a valutare la possibilità di entrare nella Lucchese. Bocche cucite al termine del summit. Giannecchini e soci non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
Nei prossimi giorni altri incontri con l'imprenditore immobiliarista genovese di origini campane interessato ad entrare con una quota paritaria al patron Giannecchini e che porterebbe un allenatore molto amato dai tifosi rossoneri negli ultimi anni.
La squadra non sarebbe smantellata, ripartendo da alcuni over ed under (Casapieri?) che arriverebbero dal vivaio della Sampdoria, club amico del Bogliasco (dove gioca Balotelli junior) che ad inizio stagione aveva puntato sul tecnico Guido Pagliuca. Nei prossimi giorni si tornerà a parlare anche con Mauro Paganelli dopo l'incontro di giovedì scorso.
Entro il 25 aprile è attesa una risposta dai vertici della Figc e della Lega Pro sull'ipotesi di fusione ventilata dal titolare della Geospirit (con sede ad Altopascio) intenzionato ad entrare nella Lucchese.
Paganelli potrebbe decidere di andare avanti un'altra stagione con il Borgo a Buggiano in corsa per la salvezza (diretta o playout) in Seconda divisione e restare il proprietario della squadra che ha portato dai dilettanti alla C2, entrando nel sodalizio rossonero con una quota minoritaria e magari una sponsorizzazione affiancando Giannecchini e soci che manterrebbero il timone del club, creando i presupposti per diventare il proprietario della Lucchese nella stagione successiva.
Una decisione sulla quale incideranno la salvezza della squadra allenata da Masi e l'intenzione del Comune di dotare lo stadio di un impianto di illuminazione necessario per iscriversi alla Lega Pro senza dovere giocare al Porta Elisa. Oppure Paganelli potrebbe entrare subito nella famiglia rossonera con una percentuale maggioritaria ed unire Lucchese e Borgo a Buggiano se questa operazione sarà praticabile.
Sarebbe un caso unico nella storia del calcio. Ma che lo studio Grassani sta valutando dal punto di vista giuridico-sportivo. In tutti i casi la denominazione sarebbe Lucchese.
La fusione permetterebbe di saltare un anno e ripartire dalla C2 senza passare dal campo, ma sarebbe necessario un investimento oneroso (almeno 1,8 milioni) per allestire una rosa competitiva ed arrivare nelle prime otto per essere tra i 60 club della nuova serie C dal 2014-2015.
«Al momento non c'è nessun accordo con la Lucchese, ma solo un dialogo», ha puntualizzato il patron del Borgo. E che non un mistero sia corteggiato anche dalla Pistoiese. Di sicuro Giannecchini e soci resteranno nella Lucchese per portare avanti il progetto triennale e riportare i colori rossoner nel calcio professionistico. Entro fine meseci saranno da fare scelte definitive ed importanti per il futuro della Lucchese.
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