Il dolore
Il baby Pettrone stupisce ancora
Quando entra nella ripresa riesce ad esprimersi al meglio: «Questa squadra può arrivare in Lega Pro»
LUCCA. Ogni volta che lo critichi si rialza e fornisce una prestazione super. E risulta pure decisivo. A Ferrara nei minuti di recupero segna un gol decisivo che consente ai rossoneri di acciuffare il meritato pareggio, ieri al Porta Elisa appena entrato costringe il capitano degli ospiti al fallo da rigore. Due azioni decisive, quattro punti importanti. Marco Pettrone, 21 anni ancora da compiere, esperienze a Venafro e Arzanese è arrivato a gennaio e dopo un avvio stentato sta facendo ricredere gli scettici. La «pulce» come è stato ribattezzato per via della statura sta mostrando doti tecniche interessanti e la capacità di risultare spesso decisivo quando entra a partita in corso. A Castenaso, partito titolare, non era andato bene, ma in quella circostanza bisogna riconoscere che un campo ai limiti della praticabilità non è stato il massimo per un elemento alto circa un Giovinco (unità di misura per i giocatori sotto il metro e settanta, in un calcio sempre più fisico e atletico). Con la Bagnolese non ha fatto cose mirabolanti. Semplicemente ha rianimato una partita che si era incanalata su un binario morto, facendo i movimenti giusti da centrocampo in su: ha corso, ha puntato l’avversario, ha dato un po’ di ritmo e di cambio di passo a una manovra lenta e troppo prevedibile. Come nell’azione del rigore. Bonacini, entrato in sostituzione dell’esperto Caselli infortunatosi, è l’anello debole della retroguardia della Bagnolese ed è dalle sue parti che si può fare del male agli emiliani. Pettrone si aggira da quelle parti e costringe al fallo Fornaciari, arrivato in seconda battuta. Rigore e la partita cambia volto. Così come saranno altri i falli fischiati ai difensori emiliani ogni volta che si trovano a dover mettere un freno a questo peperino che con la sua rapidità sembra divertirsi a creare scompiglio. Ma qual è il suo vero ruolo? «Trequartista dietro le punte e libero di svariare su tutto il fronte d’attacco, come contro la Bagnolese, o largo sulla fascia come ho giocato tante altre volte in passato, per me non fa differenza» spiega. E si scopre che la pulce campana non ha idoli o modelli da imitare. «Punto ad essere me stesso e a migliorare in tutto il mio repertorio. Nel calcio come nella vita bisogna crescere sempre. È un processo continuo, che non si ferma mai. Per il resto i miei obiettivi sono quelli della squadra. Voglio vincere il campionato con la Lucchese. L’aspetto tecnico sul quale credo di poter migliorare? Imparare a realizzare più gol». Tutto qui, il ragazzo. Relativamente alla partita, spiega che il rigore c’era, eccome: «L’avversario mi ha toccato il piede sinistro impedendomi di proseguire l’azione. Ma se abbiamo vinto il merito è di tutti, non mio. Tutta la squadra si è espressa meglio nel secondo tempo rispetto ai primi quarantacinque minuti, abbiamo fatto più pressing e siamo stati più efficaci nelle nostre azioni. Abbiamo voglia di vincere, sempre: da qui alla fine del campionato mancano sette partite, vogliamo e dobbiamo provare a vincerle tutte. Ce la possiamo fare».
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