Proteste
Russo crede ancora alla promozione
Il ds è una furia contro chi critica la prestazione della squadra: «I conti si fanno alla fine: mi prendo tutte le responsabilità»
Solo contro tutti. La Ruspa c’è abituato. È rimasto tra i pochi a credere ancora nella promozione diretta della Lucchese in Lega Pro 2. Non molla Bruno Russo. Non lo faceva da calciatore, non lo fa da dirigente. Anche se tutto pare remare contro di lui e le sue scelte. Perché a impedire che S. Lazzaro di Savena (dove gioca il Castenaso) diventasse una nuova Caporetto rossonera è stato il solito Leandro Casapieri, l’unico under a risultare davvero decisivo e a incidere sulle partite con una certa continuità.
Lo sfogo. Al triplice fischio dell’arbitro quando un cronista gli parla di «prestazione sconcertante» Russo esplode come una furia: «State facendo disfattismo. Mancano otto partite: le altre che sono in testa oggi hanno fatto come noi o peggio di noi. Quindi il campionato è ancora aperto. Abbiamo guadagnato un punto sul Tuttocuoio. A voi non vi sta bene? A me va bene. La prestazione? Non m’importa della prova. Adesso dobbiamo pensare soltanto ai punti e alla classifica. Siamo ancora lì con le altre e sino a quando la matematica non ci darà torto ce la giocheremo sino alla fine». L’uomo è quello: prendere o lasciare. Lui ci crede: in modo ostinato e maniacale. È convinto che dagli scontri diretti con Tuttocuoio e Atletico Pro Piacenza possa arrivare la promozione diretta. Ed è pronto sino alla fine ad assumersi tutte le responsabilità in prima persona. «I conti si fanno a fine stagione. Se le cose non saranno andate come speravamo sarò io a farmi da parte». O Lega Pro o dimissioni.
Gli errori. Mentalmente il direttore sportivo che, non dimentichiamolo, al di là di un carattere poco incline alla diplomazia ha permesso alla Lucchese di continuare ad esistere e ha vinto il campionato di Eccellenza, si sarà fatto un film delle 26 giornate di campionato disputate dalla sua creatura. E sicuramente avrà trovato degli errori commessi. A noi ne vengono in mente tre: gli under che, sicuramente con coraggio, aveva deciso di schierare erano troppo acerbi per un campionato di serie D. Tanto che nel girone di ritorno con gli innesti di Chiarabini, Galli, Pettrone e Rossi ha colmato la lacuna dando un maggior tasso di esperienza al settore. E i miglioramenti si sono visti: 11 partite senza sconfitte. L’assenza di un regista, un uomo d’ordine capace di prendere per mano la squadra e di farla giocare soprattutto tra le mura amiche e infine quella di un attaccante centrale di peso (Taddeucci, bomber del torneo, sarebbe venuto a piedi) in grado di togliere le castagne dal fuoco contro difese schierate.
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