Sicurezza
Vitelli come Del Piero emigra in Australia per giocare e lavorare
La scelta di vita dell’ex mediano delle giovanili rossonere «Adesso faccio il barman e milito in un club di B a Perth»
LUCCA. La crisi economica toglie il respiro e la speranza di un futuro migliore. Per un calciatore anche a livello dilettantistico è sempre più difficile trovare una squadra e un lavoro. Non resta che emigrare come accadeva nei primi del Novecento o nell’immediato dopoguerra. È quello che ha fatto Alessandro Vitelli, 23 anni, un passato nel settore giovanile della Lucchese e poi calcio dilettantistico (Eccellenza e Promozione) con le maglie di Villa Basilica, Fortis Lucchese e Borgo a Mozzano. Come Alessandro Del Piero ha scelto l’Australia come terra promessa. E ha avuto ragione lui. Oggi nella terra dei canguri gioca in una squadra di serie B, ha trovato lavoro come barman in un pub e soprattutto la qualità della sua vita è decisamente migliorata.
C’era una svolta. Gioca mediano davanti alla difesa Vitelli che iniziò come esterno di fascia per poi affinare il senso tattico. L’Alessandro lucchese ha emulato l’Alessandro nazionale (Del Piero). La scorsa estate ha fatto le valigie e si è trasferito in Australia. Lo raggiungiamo skype per farci raccontare com’è maturata questa scelta. «Avevo contatti con l'Australia e ho deciso di emigrare trasferendomi a Perth, costa occidentale. E' una città confortevole e viva. Ho subito trovato lavoro come barista in un pub e squadra di calcio in cui giocare. Si chiama Floreat Athena, gioca in Serie B».
Riesci a conciliare il lavoro con il calcio? «Percorro quaranta minuti di bus per raggiungere il campo di allenamento dal posto di lavoro. In Australia il calcio si deve conciliare con il proprio lavoro anche in serie B. Sono pochi i calciatori che possono permettersi di vivere soltanto di calcio. Il livello di gioco? Al mio debutto ho segnato tre reti. A me che sono un centrocampista rapido nelle chiusure e nelle diagonali, non era mai capitato. Questa mia tripletta potrebbe far pensare ad un livello basso, ma garantisco che non è così: ci sono squadre che giocano bene al calcio e sanno stare in campo. Dopo quella partita con i tre gol è stata dura perché avevi minori libertà di movimento in campo».
Cosa le hanno detto dopo i gol segnati? «Si sono complimentati, ma ero stordito, quasi non ci credevo nemmeno io. Un paragone? La serie B australiana è comparabile con una buona serie D». Pressioni ed isterismi non fanno parte del calcio dei canguri. E gli impegni di lavoro non coincidono mai con la partita o con gli allenamenti. «L'ambiente è comprensivo e lo stile di vita è buono. C'è flessibilità, possibilità di gestione.- prosegue Vitelli - La qualità della vita è decisamente molto alta. Questa è una serie B e facciamo due allenamenti settimanali con una o due amichevoli. Del Piero? Il suo arrivo è motivo di interesse e il livello di attenzione per la Premier australiana è notevolmente aumentato. Il calcio italiano è molto conosciuto e visto ancora come modello di esportazione del nostro paese».
Potrebbe sfidare Del Piero in coppa d’Australia «Magari. Sarebbe davvero bellissimo. Al limite se non ci riuscirò in Coppa spero in un’amichevole».
Quanto pensa di restare in Australia? «Almeno un paio di anni. Poi, con il bagaglio di esperienza fatta, penso di rientrare. Anche se da queste parti la qualità della vita è veramente alta e la parola stress non esiste».
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