Sicurezza
La passione per il nuoto non ha età
In vasca anche a 60-70 anni e protagonisti nelle gare i masters dell’Ancl che si allenano nella piscina di Capannori
LUCCA. La passione per il nuoto non conosce età e confini. A 60-70 si continua a scendere in vasca con grande passione, ci si allena con impegno, si sfidano gli avversari in gare intense e combattute. I masters dell’Associazione nuoto Capannori Lucca lo fanno da dieci anni, da quando nel 2003 è stato creato questo gruppo che ha il quartier generale alla piscina di Capannori e che conta 55 iscritti. Dietro i quali ci sono anche 180 ragazzi che prendono parte ai corsi e alle varie attività dell’associazione.
Se la ceca Marie Salakova, master 75, è la decana dell’associazione, Alfredo Citti, master 70, è la figura che ha fatto nascere il gruppo e che lo anima.
«Dal 1987 – racconta Citti – con altre persone del Cnl avevo in gestione la piscina dell’Iti Fermi. All’epoca non nuotavo, sciavo e praticavo altre attività. Poi a 47 anni in un incidente mi ruppi i legamenti del ginocchio e nella fase di riabilitazione i medici mi ordinarono di nuotare. Ho cominciato e non mi sono più fermato, partecipando a gare europee e mondiali. Da anni sono campione italiano dei veterani dello sport».
Il caso di Citti non è sporadico. Chi va in piscina “da grande” lo fa soprattutto per motivi di salute: poi c’è chi abbandona dopo un po’, chi continua perché trova beneficio e chi si appassiona al punto da diventare masters e comincia a prendere parte alle gare. Staccatosi dalla società che gestiva la piscina dell’Iti, Citti ha contribuito a creare l’Ancl a Capannori. Di cui è presidente Brunella Serafini, mentre il tecnico che dirige l’associazione è Alessio Faralli. Cinzia Pierucci e Tommaso Carraro sono gli allenatori dei master, gruppo che oggi ha 55 iscritti
«Purtroppo - spiega Citti – non possiamo essere di più, gli spazi sono insufficienti. Abbiamo due corsie al pomeriggio e alla sera, i master si allenano alle 13 e alle 20, al di là dei pensionati che avendo più tempo a disposizione hanno la frequenza libera».
La mancanza di impianti limita le attività e lo sviluppo del nuoto. Al di là dell’impianto di Capannori (gestito dalla Capannori Servizi) e della piscina dell’Iti, c’è la vasca al palasport gestita - come quella dell’Iti - dal Cnl.
«L’Iti è l’unica struttura dove si possono fare gare di livello nazionale, con la vasca di 25 metri e 6-8 corsie. Per questo abbiamo difficoltà a organizzare da noi gare master, che pure rappresentano un bel movimento e porterebbero a Lucca tante persone. A volte si arriva anche a mille persone».
Di fare una piscina olimpica si era parlato anni fa, ai te,pi dell’amministrazione Fazzi. Si ipotizzò anche la zona, a San Vito, nell’area tra Carrefour e Media World, ma il progetto non ebbe seguito e da allora non se ne parla più.
«Tra poco – dice Citti – cominceranno le gare all’aperto e Lucca resterà esclusa, dovremo spostarci a Pontedera, Montecatini e Calcinaia, per citare le località più vicine».
Fra gli agonisti dell’Ancl spicca Stefano Marzullo, atleta che nuota sin da piccolo con ottimi risultati e che prende parte anche a fare in mano, per esempio nello stretto di Messina.
«La medaglia che prendiamo se facciamo bene in gara è la nostra soddisfazione più grande”, dice Citti, che ricorda come l’associazione faccia il possibile anche per dare una mano alle famiglie che – alle prese con la crisi – non ce la fanno più a pagare per mandare i propri figli in piscina.
«La nostra attività – chiude Citti, che è vicepresidente dell’Ancl – ha anche un risvolto sociale di cui non si può non tener conto. Andiamo avanti con i contributi di Gesam Gas e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e facciamo parte della più grande famiglia della Tirrenica Nuoto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
