Il Tirreno

Lucca

Il TECNICO AVVERSARIO

Pro Piacenza punta all’ottava vittoria consecutiva

di Luca Tronchetti
Pro Piacenza punta all’ottava vittoria consecutiva

Nel 97 mister Franzini segnò il gol con cui il Brescello espugnò il Porta Elisa in Coppa Italia

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LUCCA. Estate 1997. La Lucchese in serie B targata Gigi De Canio con l’allora giovane stopper Duccio Innocenti in campo assaporava il big match di Coppa Italia contro la Juventus di Del Piero, Zidane e Inzaghi. A mandare in fumo il sogno (e soprattutto l’incasso) e irritare non poco il diesse Pino Vitale fu un centrocampista dai piedi buoni che indossava la maglia del Brescello e che segnò (su rigore) il gol con il quale la formazione cara a Guareschi e che aveva come emblema don Camillo e Peppone (sul piccolo schermo Fernandel e Gino Cervi) espugnò il Porta Elisa. Quel centrocampista dotato di ottima tecnica e che giocò nei professionisti oltre 15 anni (Sassuolo, Montichiari, Rimini, Fiorenzuola,Poggese e Fidenza, le altre squadre) consentendo al piccolo paese della Bassa Padana di affrontare i campionissimi bianconeri era Arnaldo Franzini, classe 1968, che oggi, 15 anni dopo quella partita, ritrova il Porta Elisa e dalla panchina guiderà l’Atletico Bettola Ponteolliese Pro Piacenza che vince da sette turni consecutivi e guida la classifica grazie a un gioco spumeggiante dove tutti partecipano alla manovra.

A volte ritornano. «Quel ricordo lo conservo ancora nel cuore. Da quel giorno non sono più tornato al Porta Elisa e mi ripromettevo di farlo. Uno stadio affascinante e con un tifo importante. E avrò il piacere di rivedere un mio ex compagno di squadra, Simone Angeli, che ha condiviso con me l’esperienza di Poggio Rusco (C2). Un ragazzo fantastico, ma oggi l’Atletico Pro Piacenza non farà sconti: vogliamo dimostrare a un pubblico che di calcio se ne intende che siamo una squadra propositiva in grado di divertire».

Allenatore part-time. Franzini si divide tra la sua agenzia di assicurazioni e il campo di calcio. Da 5 anni allena e ha ottenuto due promozioni con l’Atletico Pro Piacenza: «Dalla Promozione alla D. - sostiene con un pizzico d’orgoglio - Mi piacerebbe fare l’allenatore professionista, ma in tempi di crisi non so fino a che punto il gioco valga la candela. Intanto mi diverto ad allenare questa squadra. Il modulo? Alterno 4-3-3 e 4-4-2. Al posto di Santi (squalificato) giocherà l’albanese Feher mentre a centrocampo forse farò una staffetta tra Fulcini, più tecnico e compassato, e Silva più incontrista e rapido. Contro la Spal abbiamo tenuto palla per 75 minuti e non snatureremo il nostro modo di giocare. La Lucchese? Contro gli estensi mi impressionarono specie in difesa poi so che sono calati, ma un giocatore come Aliboni farebbe felici tutti gli allenatori».

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