Il Tirreno

Lucca

Le Mura, vittoria e finali di Coppa Italia

di Fabrizio Tonelli
Le Mura, vittoria e finali di Coppa Italia

Le biancorosse non brillano ma piegano anche Orvieto: l’ottavo successo di fila vale il secondo posto in classifica

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LUCCA. Si può vincere con due americane sottotono; si può perdere anche se la tua americana è la protagonista della partita, l’indiscussa mvp.

E’ la morale della sfida tra Gesam Gas Le Mura e Ceprini Costruzioni Orvieto, che consegna al team biancorosso l’ottavo successo consecutivo che vale la matematica certezza del secondo posto in classifica alla fine del girone di andata e l’accesso - ed è la prima volta per Le Mura - alla Final Four di Coppa Italia che i tifosi vorrebbero fosse disputata proprio a Lucca.

Una morale che emerge dalle diverse prestazioni di quelle che sono - o dovrebbero essere - le stelle delle due squadre. Da una parte Devereaux Peters, l’ala arrivata da Chicago a Lucca dopo aver disputato e perso la finale Wnba con i Minnesota Lynx. Grandi potenzialità, ottime qualità, ma per ora - e anche contro Orvieto - un contributo inferiore alle attese. I suoi 8 punti, i 6 rimbalzi, la sua presenza sul parquet sembrano uno di quei compiti che a scuola riescono a strappare una sufficienza molto risicata.

«E’ un’ottima giocatrice - dirà a fine gara il coach umbro Bondi - l’avevamo seguita anche noi». Nessuno lo mette in discussione, anzi proprio per questo ci sarebbe da attendersi da lei prestazioni all’altezza delle sue qualità, che sicuramente sono ragguardevoli.

Dall’altra Shamela Hampton, l’indimenticata centro di Las Vegas, arrivata a Lucca subito dopo la promozione in A1 e scelta come giocatrice immagine, al punto che il suo volto campeggiava sui manifesti promozionali ancor prima che sbarcasse dall’aereo.

Le doti tecniche non sono quelle di Peters ma Mela ci mette tante altre cose, carattere, determinazione, energia. Sta in campo 40 minuti e segna quasi la metà dei punti della sua squadra con 9/13 dal campo. Alla fine va dare il cinque ai tifosi lucchesi che non l’hanno dimenticata, suscitando probabilmente più di un rimpianto.

Tra le due americane nel momento chiave di una partita comunque non bella, è spuntata una ragazzina veneta che a basket sa giocare e che vuole fare strada: Francesca Dotto ha dato il cambio di passo alle Mura, magari non tutte le scelte che ha fatto sono state azzeccate, ma comunque ci ha provato ed è riuscita a dare la scossa alla squadra, con penetrazioni coraggiose sotto canestri, assist e tiri.

Alla fine sarà proprio lei la migliore realizzatrice biancorossa e questo la dice lunga sulla serata non proprio brillante di altre compagne.

Come è nella tradizione, e com’era prevedibile, la partita con Orvieto è stata difficile, piena di errori, con la squadra umbra che non si è mai data per vinta anche quando, all’inizio dell’ultimo quarto, è andata sotto di 10 punti. E’ rientrata, tornando a -4, prima del definitivo allungo biancorosso firmato dai canestri delle due play e di Dotto.

Arriva così l’ottavo successo consecutivo, e al di là del gioco poco brillante, non si può non salutare questa lunga striscia positiva, la più lunga fra tutte le squadre di A1. Ora c’è la trasferta di Taranto, poi la pausa dal 20 al 28, e quindi la grande sfida contro Schio, in programma al Palatagliate il giorno dell’Epifania. Due partite che faranno capire di più sulla reale forza e sulle possibilità di questa squadra.

Che va comunque apprezzata perchè anche nei momenti difficili trova le risorse per imporsi. Segno di un dna vincente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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