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Arcanthea bella, aggressiva e spietata

Arcanthea bella, aggressiva e spietata

Anche Omegna s’inchina alla l egge del Palatagliate dove i biancorossi stanno costruendo la loro classifica

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LUCCA. Bella, aggressiva e spietata. Forse a quest’Arcanthea manca un po’ del cinismo indispensabile per chiudere prima le partite, ma nel successo interno contro Omegna i biancorossi si sono ripresi quello che una settimana fa a Castelletto Ticino avevano lasciato sul campo nonostante una bellissima prestazione. E stavolta oltre agli applausi sono arrivati anche due punti importantissimi per la classifica che confermano la squadra nella parte alta della graduatoria, assieme a quelle che sgomitano per un posto nei play-off.

Una posizione di classifica che è figlia di tanto lavoro in palestra durante la settimana e anche del fattore campo al Palatagliate, un palazzetto che coach Russo ha trasformato in un territorio quasi inviolabile da quando è arrivato a Lucca, con 21 successi in 23 partite e una striscia aperta di 9 vittorie consecutive che dura ormai dai playoff dello scorso anno. Un fattore campo che la squadra è stata brava a far rispettare contro una delle grandissime di questo campionato.

Perché se è vero che Omegna ha fatto registrare una partenza a handicap risentendo pesantemente dell’assenza forzata di un playmaker come Bertolazzi, è vero anche che il resto del roster è pur sempre di primissimo livello con giocatori come Saccaggi, Villani, Masciadri e Farioli in grado di fare la differenza in ogni situazione. Ma l’Arcanthea a questo non ha assolutamente pensato, è scesa in campo con un grandissimo atteggiamento macinando gioco e difesa, guidata da Casagrande, il miglior interprete di questo nuovo corso, e dai canestri di Barsanti e Parente.

Sono passati 9 minuti e il tabellone segna già 19-9 per i biancorossi che sembrano aver indirizzato la gara nella giusta direzione. E invece i lucchesi questa gara l’anno vinta e poi riaperta in almeno un paio d’occasioni nonostante il grande impatto di Bottioni e Gazzotti dalla panchina. La prima brusca frenata arriva nel secondo quarto, con la manovra un po’ impastata e Saccaggi e Paci che dall’altra parte premono per rientrare. Si arriva sul 30-29 e poi sul 35-34 appena rientrati dal riposo, ma l’Arcanthea ha cuore e talento per macinare un 18-0 di parziale in tre minuti che avrebbe ucciso chiunque.

Chiunque ma non questa Paffoni che si mette a testa bassa a giocare una gara da operaia. Così è Picazio a prendere i suoi per mano e un controbreak di 12-1 tiene in partita i piemontesi. La svolta definitiva arriva nell’ultimo quarto con Saccaggi già a sedere per falli e Banti che segna nuovamente il +15. Mancano meno di 5 minuti e la strada è in discesa anche se la Paffoni si rifà sotto e in un amen trova una tripla di Picazione e una di Touré che portano il punteggio sul 76-73. Mancano 48 secondi alla fine ed è Parente, mvp dell’incontro, a rubare un canestro in contropiede e a rimanere glaciale in lunetta sul fallo sistematico, per due punti meritati e importanti.

Spettacolo in campo e pure sugli spalti, con un migliaio di i presenti. Nel primo quarto però sia il Settorino che i Menenos sono rimasti in silenzio e hanno appeso gli striscioni alla rovescia per protestare contro le denunce arrivate sabato dopo i fatti avvenuti al termine della partita contro Torino. «13/10/12, Ingiustizia è fatta… per la vostra negligenza!», recita un primo striscione che viene appeso alle transenne del palazzetto, poi durante l’intervallo ne viene appeso un altro dietro il canestro: «Il vostro ordine si chiama repressione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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