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Lucca

Arcanthea-Omegna, sfida fra guardie

Arcanthea-Omegna, sfida fra guardie

Potrebbe essere gli esterni a decidere le sorti del match, i biancorossi vogliono far valere la legge del Palatagliate

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LUCCA. Coach Russo lo ripete fin dal primo giorno di raduno che l’importante è riuscire innanzitutto a vincere in casa e finora ha mantenuto i suoi impegni. Ma ora mantenere il Palatagliate inviolato vale sicuramente doppio perché tra vari scherzi del destino la squadra torna a giocarci dopo 22 giorni di assenza – era il 17 novembre quando la squadra ha battuto Casalpusterlengo – e con una disparità tale tra incontri giocati a Lucca (4) e giocati in trasferta (7) che a questo punto la parola d’ordine è più che mai “proteggere il fortino”.

Perché di fortino a questo punto si può proprio parlare quando si accenna al Palatagliate.

Qui infatti l’Arcanthea ha una striscia aperta di otto vittorie consecutive, la metà delle quali nei playoff dello scorso anno.

L’ultimo ko risale infatti al 28 aprile, nell’ultimo incontro di stagione regolare contro le Eagles Bologna, in pratica poco più di un’amichevole, se si pensa che la classifica era già decisa per entrambe le formazioni.

Ma i numeri al Palatagliate dell’era Russo sono ancora più eclatanti con 20 vittorie su 22 partite. Fin qui la storia e un fattore ambientale che potrebbe essere realmente decisivo se si pensa che la squadra finalmente torna a giocare la domenica alle 18, nel suo orario abituale.

Dall’altra parte invece c’è la Paffoni Omegna, una di quelle squadre in cui prima guardi il roster e poi ti meravigli di ritrovarla soltanto in ottava posizione con 6 vittorie e 5 sconfitte. Omegna infatti è una delle piazze storiche di questa categoria, un posto dove ha allenato anche coach Russo, che in quell’anno in riva al lago d’Orta poteva contare anche su giocatori come Scrocco e Zivic, e una società ambiziosa che ogni anno allestisce un gruppo di primo piano per tentare la scalata definitiva tra i professionisti.

Un piano che quest’anno però è stato guastato dall’improvvisa indisponibilità del playmaker Bertolazzi che ha fatto scricchiolare gli equilibri dell’intera squadra.

Ma ora, con l’innesto di Mariani in cabina di regia e la crescita costante di Touré, la squadra è definitivamente pronta per compiere la scalata e tornare ai piani alti. Lo dimostrano il successo di Agrigento e quello interno con Mirandola ma soprattutto individualità assolute per la categoria. Domenica scorsa tra i lupi era rimasto fuori Saccaggi per problemi alla schiena ma il giocatore dovrebbe avere recuperato, e con Picazio in panchina e Villani da tre, coach Di Lorenzo può disporre di uno dei migliori reparti esterni del campionato.

Potrebbe proprio essere quella la zona del campo in cui si giocherà la partita mentre i lunghi dovranno pensare a limitare Masciadri, Farioli e Paci soprattutto a rimbalzo. (r.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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