Gioco
Ha scoperto il basket incantato dalle magie di Michael Jordan
Il play Bottioni ricorda come ha cominciato a giocare «Vidi una gara Nba e decisi di prendere la palla in mano»
LUCCA. «Le impressioni dal raduno della Nazionale Under 20 sono state molto positive. A questo punto vediamo cosa deciderà lo staff».
Riccardo Bottioni ha la serenità di chi sa che ha lavorato bene e di ritorno da Grottaferrata, dov’era convocato assieme all’altro biancorosso Gianmarco Sorrentino, il suo pensiero è già riprendere gli allenamenti con l’Arcanthea perché sarà più facile proseguire il cammino in azzurro se il campionato andrà bene. Con le nazionali giovanili aveva già fatto alcuni raduni ma questa è stata la sua prima chiamata con l’Under 20 e comunque è la testimonianza che nel tempo ha sempre lavorato ad alti livelli. Riccardo è il classico bravo ragazzo, uno sportivo nato da una famiglia di sportivi, con il padre Augusto che da piccolo aveva giocato a pallacanestro per poi dedicarsi ai 110 ostacoli dove ha raggiunto il panorama nazionale per poi tornare alla palla a spicchi diventando presidente del Piacenza Basket che ha portato dai campionati regionali fino alla ribalta della B1.
«Io ho iniziato a giocare a 7 anni – racconta –. Ricordo ancora di aver visto una partita di Michael Jordan e di aver chiesto ai miei di voler cominciare». I primi palleggi sono stati a Fiorenzuola d’Arda, nella squadra del paese, poi quando a Piacenza il basket è cresciuto si è spostato nel capoluogo dove già a 14 anni è entrato nei taccuini degli allenatori delle giovanili di club professionistici.
«Quando ero un under 15 sono passato alla Virtus Bologna – continua – e i primi tre anni li ho passati da pendolare in treno lungo la via Emilia. Poi mi sono trasferito a Bologna, dove ho finito il liceo scientifico e dove a livello Under 19 ho vinto due titoli italiani, nel 2010 e poi nel 2012». In finale a Udine contro la Montepaschi Siena dove giocava Gianmarco Sorrentino. Ma la stagione scorsa è stata anche quella dell’esordio tra i senior con la maglia delle Eagles Bologna.
«E ora il mio presente è a Lucca, una città che mi piace veramente tanto in un ambiente idea, sia per il tipo di gruppo, sia per le ambizioni che abbiamo. Il livello del campionato è tosto – confida – molto più difficile rispetto allo scorso anno e la differenza si vede bene. Credo però che il nostro vantaggio possa essere il roster più lungo rispetto alle altre squadre».
Bottioni, con una stagione in progressione, si sta confermando uno dei migliori difensori sulla palla, mentre se deve indicare due aspetti su cui migliorare non ha dubbi nel dire la pericolosità al tiro da fuori e le letture dei giochi. In parallelo invece ha scelto di continuare a studiare e ha passato il test d’ingresso alla facoltà di economia a Parma e sta preparando il suo primo esame.
Intanto in casa Arcanthea preoccupa l’affollamento dell’infermeria che sta limitando la qualità degli allenamenti in palestra. Rientrati Sorrentino e Bottioni, si sono infatti fermati Parente e Banti a causa di due forti contusioni mentre Gazzotti deve ancora recuperare da una distorsione all’avampiede, Barsanti continua ad andare a scartamento ridotto e Crotta a lavora sia sul campo sia in palestra per recuperare la condizione persa in un mese e mezzo di stop forzato. La società e il coach lanciano un appello al pubblico lucchese perché domenica contro Omegna venga al Palatagliate per sostenere la squadra con sempre più calore e passione.
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