Il dolore
Arcanthea cade ma si conferma grande
I biancorossi danno spettacolo a Castelletto prima di cedere in un finale contrassegnato da fischi arbitrali contestati
CASTELLETTO SOPRA TICINO. Quattrocento chilometri con il sapore amaro della beffa. E’ questo il retrogusto rimasto nelle bocche di giocatori e tifosi lucchesi lungo il ritorno dal Piemonte. Perché il big match di giornata al PalAmico l’Arcanthea l’ha giocato togliendosi i panni della matricola e indossando quelli da grande del campionato, davanti a un pubblico appassionato e a tanti addetti ai lavori venuti da Torino e da Omegna per prendere informazioni sulla vera rivelazione della stagione.
Trenta minuti di pallacanestro di alto livello fatta di grande atteggiamento sul campo, senza alcun timore riverenziale e con tanta personalità di fronte a una squadra allestita per lottare ai vertici e nel mezzo di una striscia positiva che dura da sette partite. Alla vigilia coach Russo sapeva bene che questo era probabilmente l’appuntamento più difficile dei quattro che attendono la squadra prima di Natale, per questo lo aveva preparato alla perfezione, limitando la pericolosità di Simoncelli e Sanguinetti e arginando la fisicità di Pazzi e Ihedioha nell’area pitturata. Così ne è venuta fuori una prestazione perfetta in cui sfruttando l’ispirazione del duo Parente-Banti, i biancorossi hanno disputato un primo quarto arrembante mettendo subito il naso avanti fino alla tripla di Santarossa che ha dato il 10-24 a un minuto dalla prima sirena.
Così Gigi Garelli si trova costretto a correre ai ripari, inserisce Sannguinetti nelle rotazioni e mette a sedere a turno Pazzi e Ihedioha dando minuti di qualità a Damiani. Il risultato però non cambia perché in avvio di secondo quarto Barsanti piazza la tripla del massimo vantaggio (15-31). Castelletto si piega ma non si spezza in una serata in cui fatica fare canestro da fuori. Così Ranuzzi alza il livello dell’intensità e i padroni di casa provano a rompere l’inerzia sfavorevole sfruttando un fallo tecnico dato a coach Russo.
Ma Lucca continua a macinare gioco e la Sba si aggrappa ai rimbalzi per rimanere in partita. La ripresa inizia invece con presupposti differenti, la tripla iniziale di Parente dà un po’ di respiro agli ospiti che però devono fare i conti con le percentuali dei padroni di casa che continuano a migliorare. Una tripla di Simoncelli dà il -6 (36-42) ma con la zona Lucca rientra in ritmo mentre un tecnico a Pazzi viene convertito in un 4/4 di Negri dalla lunetta e da Banti che ben servito da Santarossa continua a fare canestro con regolarità riportando i suoi sul +14 (43-57).
A quel punto però la partita cambia totalmente volto e Castelletto piazza un parziale di 28-8 che decide la serata e lancia i piemontesi in terza posizione a un palmo di distanza dalla coppia Torino-Matera. Bolzonella infatti sale di tono, Damiani è bravo a piazzare canestri decisivi e Simoncelli dà maggiore concretezza all’attacco, dall’altra parte i biancorossi rimangono forse troppo penalizzati dai fischi arbitrali. Prima un’infrazione di passi non sanzionata a Ihedioha, poi un fallo non fischiato a Ranuzzi su Simoncelli e poi un tecnico dato a Banti che protestava per un colpo al quadricipite rimediato mentre andava a canestro. Tre episodi che hanno indirizzato l’incontro aiutando di fatto il rientro in partita dei padroni di casa che poi ci hanno messo del loro disputando dieci minuti di altissimo livello. Quattrocento chilometri di amaro in bocca, appunto, ma anche la consapevolezza di avere un gruppo che sta di diritto nella lotta al vertice. (r.l.)
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