La manifestazione
BASKET»IL PERSONAGGIO
LUCCA. Il pallone per amico, il pallone compagno di vita, motivo di gioco, di sfida e competizione con gli altri. A partire dalla sorella gemella Caterina. Quel pallone che regala gioie ed emozioni,...
LUCCA. Il pallone per amico, il pallone compagno di vita, motivo di gioco, di sfida e competizione con gli altri. A partire dalla sorella gemella Caterina. Quel pallone che regala gioie ed emozioni, delusioni e amarezze. Che ti regala una passione infinita, quella che non ti fa sentire la fatica e il sacrificio di un impegno costante, quotidiano, di fisico e di testa. Aveva 7 anni Francesca quando il padre Stefano l’accompagnava al campetto a fare i primi tiri. C’era quel canestro da centrare, era difficile, ma il fuoco si accese subito. Sarà stato il dna (il papà ha giocato in serie B nella Virtus Padova, smettendo però presto prima di ricominciare a Mestrino), ma Francesca e Caterina, nate il 17 marzo del 1993 a Camposampiero, in provincia di Padova, accettarono la sfida, vivendo in simbiosi le loro prime esperienze con la pallacanestro.
Le sfide con la gemella. «Proprio così – racconta Francesca, play del Basket Le Mura Gesam Gas – siamo state sempre insieme fino alla scorsa estate, quando le nostre strade si sono divise: io a Lucca, lei a Faenza, nel Club Atletico Romagna. Ci sentiamo spesso e presto ci troveremo di fronte, avversarie il 2 dicembre nella gara in programma al Palatagliate».
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Francesca sfidava maschietti e femminucce al minibasket nella società appena nata a Mestrino, il Basket Raptors. Già sfrontata e spregiudicata, già decisa a far valere le sue doti, a competere e primeggiare sulla sorella. «C’è sempre stata grande competizione fra noi – racconta – e questo ci ha aiutato a crescere».
Il primo maestro. Ma il primo vero aiuto, i primi insegnamenti sono arrivati da Maurizio Benetollo, a Mestrino. «Gli devo tanto – ricorda Francesca – con lui ho cominciato a giocare e mi ha insegnato non solo la pallacanestro ma anche a crescere, a migliorare come persona. Il mio ruolo? Ho sempre giocato da play, mi sono subito trovata a mio agio in questa posizione». Dotto gioca nelle fila dell’Ecodent Alpo, a 14 anni è in B1, la stagione successiva passa a San Martino di Lupari, dove debutta in A2 collezionando 19 presenze. Quindi il primo vero distacco da casa. Insieme alla gemella va a Roma, nel College Italia e comincia anche il suo percorso in azzurro con le convocazioni nelle selezioni di categoria: gioca gli europei under 16 e under 18, prima di sfociare nell’under 20. La scorsa stagione torna a San Martino di Lupari, 29 presenze, 22 minuti di media.
Scelta da Le Mura. Il Basket Le Mura, che già la seguiva da tempo, a fine campionato non si fa soffiare l’occasione e conclude l’accordo per portare a Lucca una delle play più promettenti e talentuose del panorama nazionale. «Il passaggio fra A2 e A1 è stato notevole – dice Dotto -. Si lavora in modo quasi professionistico, però mio trovo bene. L’impegno non mi pesa perché la passione è davvero grande. Cosa faccio fuori dal campo? Mi ritengo una ragazza solare, allegra: mi piace leggere, farmi qualche giro sulle Mura».
Canestro e università. Poi c’è l’Università a riempire i pochi spazi vuoti. Francesca è iscritta a ingegneria con indirizzo ambientale. «Voglio lavorare nel campo della salvaguardia dell’ambiente – dice – dalle energie rinnovabili ai rifiuti». Studio e basket a braccetto insomma. Perché tenere in mano la palla a spicchi, palleggiare, leggere il gioco, dare assist alle compagne le piace troppo. Così come le piace quell’azzurro vero, della Nazionale maggiore, indossato a Parma. Per mantenerlo deve far bene con altri colori, quelli biancorossi di Gesam Gas Le Mura.
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