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Lucca

La nebbia avvolge Pavullo e la partita dura un tempo

di Luca Tronchetti
La nebbia avvolge Pavullo e la partita dura un tempo

Prima dell’inizio della ripresa l’arbitro torna in campo e sospende il match Ma già dal fischio d’avvio la visibilità era scarsa. Il recupero forse il 28 novembre

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Una settimana fa il rischio tracimazione del Serchio aveva impedito alla Lucchese, per motivi di sicurezza, di disputare la sfida interna con il Riccione. Sette giorni dopo è la nebbia a fermare la squadra rossonera che ottiene un record utile per gli annali: 15 giorni senza disputare una partita di campionato per ragioni di carattere atmosferico. Così Tuttocuoio, Mezzolara e Atletico Pro Piacenza allungano a +6 e probabilmente Aliboni e compagni saranno costretti a giocare 4 partite in 12 giorni. Un tour de force che rischia di danneggiare la squadra in un campionato già falsato da compagini costruite in ritardo (Riccione che all’inizio aveva mandato in campo la Juniores) e altre che si stanno disintegrando cammin facendo (Rosignano che motivi economici sta perdendo i suoi pezzi migliori).

Amarezza dei tifosi. I più danneggiati sono come al solito i tifosi. Un centinaio quelli che di primo mattino si erano diretti verso l’appennino modenese per assistere al match tra Lucchese e Virtus Pavullese. Sin da mezzogiorno la nebbia aveva invaso la località turistica e al campo sportivo Minelli la visibilità era pari a zero. L’impressione generale era che il direttore di gara, Nicolò Sprezzola di Mestre, decidesse di non disputare la partita. Invece alle 14,30, favorito da un leggero calo della coltre, l’arbitro ha dato l’okay e le due compagini sono scese regolarmente in campo. Ma sin dal primo quarto d’ora si è visto (anzi non si è proprio visto) che era impossibile distinguere le sagome dei calciatori e dalla tribunetta non si vedevano nemmeno le bandierine del calcio d’angolo. L’impressione era che da un momento all’altro l’arbitro, chiamati i capitani, decidesse per la sospensione. Invece la gara si è trascinata sino al termine della prima frazione.

Sospensione. I riflettori dell’impianto sportivo erano accesi sin dalle 14,30 e nell’intervallo, paradossalmente, si riuscivano a vedere i cartelloni dal lato opposto a quella del tribuna. Ma la terna arbitrale, per la verità più i collaboratori che la giacchetta nera, prima dell’inizio della ripresa ha insistito e ottenuto la sospensione. Morale? La partita riprenderà dall’inizio (non siamo in A o in B dove la gara ricomincia dal minuto in cui è stata sospesa) e gli spettatori dovranno pagare di nuovo il biglietto se vorranno assistere al recupero. Sarebbe bastato che l’arbitro avesse sospeso prima del termine della prima frazione per consentire alla gente di recuperare almeno i soldi.

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