Il Tirreno

Lucca

Bagatti ritrova i rossoneri dopo 30 anni

di Luca Tronchetti
Bagatti ritrova i rossoneri dopo 30 anni

Negli anni Ottanta la squadra andava in ritiro estivo nel suo albergo a Fiumalbo

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LUCCA. La Lucchese nel cuore e nei ricordi. Perché trent’anni fa il giovane Massimo Bagatti, centrocampista nei dilettanti del Fiumalbo, non vedeva l’ora che arrivasse luglio per sfidare i calciatori in maglia rossonera. Salvi, Casarotto, Fusini, Monaco erano i suoi avversari. E anche i suoi idoli. Dalla Lucchese di Renzo Melani che vinse il campionato di C2 (1985-86) alla prima stagione di Corrado Orrico sulla panchina rossonera (1988-89) la sede del ritiro era Fiumalbo, località sul monte Cimone a 953 metri d’altezza. E la squadra alloggiava all’hotel Appennino, l’albergo che prima gestiva il papà dell’attuale tecnico della Virtus Pavullese e oggi gestisce lui. Quarantasette anni, patentino di seconda categoria, Bagatti alterna il lavoro alla panchina e dopo anni di settore giovanile in questa stagione ha avuto la chance di guidare la prima squadra. «In rosa - dice il tecnico-albergatore - ci sono soltanto tre professionisti (la stella Serrotti, 5 reti, un pari e un ko contro la Lucchese in D quando militava nello Scandicci, l’ex modenese Ricchi e la punta Varone, scuola Siena) e tutti studenti universitari e liceali. Con due soli over 25 ci davano tutti per spacciati, con 6-7 gol sul groppone ad ogni gara. Invece la squadra ha una sua identità e anche domenica contro la Spal alla fine ci hanno fatto i complimenti. Siamo una formazione giovane e sbarazzina: facciamo sempre gol, ma al minimo errore ci castigano (soltanto in una gara su 11 la porta della Virtus Pavullese è rimasta inviolata). Noi non molliamo. Sono sicuro che ci giocheremo la salvezza sino all’ultima giornata». Oggi al Minelli ci sarà spazio per i ricordi: «La Lucchese è nel mio cuore. Salvi è venuto anche di recente a soggiornare nel mio albergo. Se il calcio è diventato più che una passione il merito è di quella squadra con i colori rossoneri e dei vari Pino Vitale, Melani, il massaggiatore Vannucchi e Corrado Orrico. Il mio 4-3-3 e soprattutto l’atteggiamento tattico dei miei ragazzi con pressing alto e sfruttamento delle corsie laterali ricalca le idee dell’Omone. Ricordo un anno quando ebbi un incidente con il motorino fu il professor Alessandroni, allora il preparatore atletico della squadra, a farmi la riabilitazione. Venni anche al Porta Elisa a curarmi. È un sogno trovarmi di fronte la Lucchese in una partita che vale i tre punti. Un consiglio al ds Russo? Prenda il centrale difensivo Farina, non se ne pentirà».

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