Il Tirreno

Lucca

C’è l’ombra di Ermanno Pieroni dietro il Riccione

di Luca Tronchetti

Il nuovo ds dei biancazzurri è Spinelli (ex Ancona). Il tecnico Benedetti: «Terremo d’occhio Brega»

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LUCCA. Il primo punto lo hanno conquistato con pieno merito alla decima giornata contro la Fortis Juventus in rimonta e con un uomo in meno. Ma se sul piano tecnico-agonistico oggi il Riccione è una squadra vera che può lottare per la salvezza altrettanto non si può dire sul piano societario. Lunedì i calciatori hanno incrociato le bracia chiedendo un chiarimento con la società (quale?) perché ad oggi non hanno visto un euro. Una discussione finita con assicurazioni da parte del clube con i giocatori che hanno ripreso ad allenarsi. Ma chi è oggi che detiene il pacchetto azionario del Riccione? Difficile a dirsi. Tra le poche notizie che filtrano c’è quella di Giovanni Spinelli, ex responsabile del settore giovanile dell’Ancona all’inizio degli anni Duemila, e molto vicino all’ex deus ex machina dorico Ermanno Pieroni (condannato nel novembre 2011 dal tribunale di Taranto a due anni e mezzo per truffa ai danni di 8 calciatori). Filtrano voci che anche Pieroni sarebbe vicino al club romagnolo. Al momento però il tecnico Andrea Benedetti, 43 anni, nipote di Corrado ex trainer di Cesena e Pistoiese, e l’anno passato alla guida della Baldaccio Bruni di Anghiari (Eccellenza) sostiene di rapportarsi soltanto con il diesse Spinelli. «So bene di aver accettato un incarico difficile - sostiene l’ex calciatore delle giovanili del Cesena, poi difensore nelle file di Forlì e Riccione - ma sono convinto delle possibilità di salvarsi che ha questa squadra. Con l’innesto di Reccolani a centrocampo possiamo risalire la china e la salvezza non è più un miraggio. A dicembre poi mi hanno promesso che se ci saranno le possibilità ci rinforzeremo sul mercato». Intanto i biancazzurri sono di scena al Porta Elisa contro una delle formazioni che aspira alla promozione: «Sono un’ottima compagine con una difesa impenetrabile. - prosegue Benedetti - Noi dobbiamo essere concentrati e non sbagliare nulla. Difendere e ripartire cercando di sorprenderli sulle fasce. Chi temo in modo particolare? Brega. Lo conosco perché l’anno passato allenavo una squadra nello stesso girone di Eccellenza della Fortis Juventus. Fece 27 reti ed era praticamente immarcabile. Cercheremo di costruirgli una gabbia intorno». Sulla formazione non si sbilancia più di tanto. «Manca Venere per squalifica e lo sostituiremo con un altro under. Per il resto avrò a disposizione Mame Serigne, un elemento duttile che può giocare dietro o a centrocampo. Deciderò all’ultimo istante».

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