Sicurezza
Espeche, il duro dall’animo mite punta a un’altra promozione
Contro la Bagnolese il difensore vuol tornare a vincere dopo il ko di Massa e il pari con il Castenaso Per i compagni è il «muto» perché alle parole preferisce i fatti. S’ispira a Mascherano e sogna la C
LUCCA. Da mediano a difensore centrale di razza. Marcos Espeche, 26 anni, è uno dei fedelissimi di mister Duccio Innocenti che lo ha piazzato accanto al gigante Carli nel cuore della retroguardia. Ed anche per merito del rendimento del “jolly” italo-argentino se la squadra è la meno perforata del girone con 5 reti subite in 9 partite. Una solidità difensiva che è alla base del primato della Lucchese. Grinta, determinazione, tempismo sono le sue qualità migliori. E soprattutto la versatilità tattica. Espeche può giocare in mezzo alla difesa come sulla mediana come accaduto nella stagione passata in Eccellenza. Il ruolo di difensore centrale per lui non è una novità. «Ci ho già giocato in Portogallo e in Spagna e prima ancora nella scuola calcio in Argentina dove sono cresciuto e che è una filiale della squadra francese del Bordeaux. Nel 2006 sono stato chiamato per un provino in Francia, ma non sono potuto restare per questioni di passaporto . Così sono tornato in Argentina dove avevo due scelte: aspettare la conclusione delle pratiche o andare in Portogallo. I ritardi mi spinsero ad accettare lo Zufeira, in serie D, dove vincemmo il campionato, poi la terza divisione in Spagna nel Ronda ed un’esperienza nella serie A tunisina. Ma dopo un mese ho capito che non mi sarei adattato agli usi e alle tradizioni di quel popolo».
Un giocatore giramondo. In Italia è arrivato nel 2008 al Forte dei Marmi per volere del presidente Ciancilla, ex patron argentino della Sangiovannese. «Nel dicembre 2010 andai in prova al Crotone in serie B, ma poi la trattativa saltò. Se ho perso qualche occasione? Può darsi, ma ora voglio rifarmi con la Lucchese e vincere un altro campionato».
Il diesse Bruno Russo nell'estate scorsa non ha avuti dubbi a prendere il centrocampista di Las Varillas (Cordoba), svincolatosi dal Forte dei Marmi, dove era soprannominato il "mastino" per la grinta e la tenacia. E non ci ha pensato due volte a confermarlo in serie D. Forte fisicamente e dotato di un buon colpo di testa, Espeche è migliorato nell'impostazione e nella tecnica. «Mi alleno molto anche sotto questo aspetto ed ho preso confidenza con questo ruolo. Dopo tre stagioni consecutive in Eccellenza credo di meritare questa ribalta e vorrei arrivare al professionismo con la Lucchese». Un ragazzo serio ed umile. L'Espeche dalla faccia da duro talvolta irruento in campo è differente da quello fuori: silenzioso e di poche parole. Tanto che nello spogliatoio l'anno scorso era stato ribattezzato il «muto».
«Sono l'opposto di quello che mi dipingono: quando non gioco mi piace la tranquillità e le cene con gli amici, ma non sono schivo. Come tutti gli argentini vado matto per l'asado, le grigliate di carne. A Cordoba ho due sorelle e i miei genitori. Ma mio bisnonno era italiano. Il mio idolo? Mascherano. Se tifo per una squadra? Ho simpatia per il River Plate, ma sono un fans. Diciamo che amo il bel calcio». Domenica contro la Bagnolese l'obiettivo è difendere il primo posto. Una partita sulla carta abbordabile contro una formazione low cost con tutti i giocatori che lavorano prima di allenarsi. «Non dobbiamo sottovalutare nessuna squadra – dice Espeche – anche se siamo superiori alla Bagnolese. Dovremo giocare con l'intensità e lo spirito che ci ha portato a vincere contro la Spal. E poi vogliamo riprendere a vincere dopo due gare contro Massese e Castenaso dove abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo».
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