Il dolore
Siriano, quando il tifo non ha età
Falegname, addetto alla biglietteria, cassiere: dal 1947 conserva con cura foto e cimeli dei club di Ponte a Moriano
LUCCA. Classe 1934, Siriano dal 1947 è tifoso del Ponte a Moriano. Anche quando la squadra della frazione del teatro, della fabbrica del Balestrieri e del capolinea della tramvia ha iniziato a cambiare il nome, Siriano Taccola non ha smesso di tifare e sostenerla.
Siriano è decisamente uno dei più vecchi frequentatori dei campi sportivi della provincia: per anni ha conciliato la professione di artigiano nel campo della falegnameria con la cura del campo di Saltocchio e della cassa nelle partite interne.
« Il suo contributo non è stato soltanto in qualità di tifoso, ma anche materiale. Con orgoglio, Siriano mostra i lavori fatti al campo. Ci porta al posto dove ogni domenica di calcio siede per staccare i biglietti: «Questo tavolo in legno con i cassetti l'ho realizzato nel mio laboratorio di Picciorana diversi anni fa. Ci sono i posti per gli spiccioli, gli accrediti, una volta anche gli omaggi e i biglietti per le signore accompagnate da uomini».
In questo curato salottino che ogni “bigliettaio” di squadre dilettantistiche vorrebbe avere, Siriano conserva un listino prezzi degli anni Settanta: ingresso dieci lire, poi i costi delle bibite e il caffè. Il cimelio è in una cornice curata dallo stesso tifoso. I primi legami di Siriano con la squadra sono quelli di tifoso: in sede c'è ancora una vecchia bandiera con strisce bianconere e la scritta Pam.
«L'ho realizzata quando avevo quindici anni e la portavo per le partite dell'immediato dopoguerra. Questa era la squadra del 1949 – racconta davanti ad una foto che tiene conservata in sede - . Aveva un tandem d'attacco micidiale, con Bianchi e l'ungherese Tibor, una vera forza della natura che fece le nostre fortune e non salì di categoria per motivi di lavoro. Il dirigente in giacca e cravatta era Maraviglia, persona conosciutissima all'epoca in paese».
Nella sede dello stadio di Saltocchio ci sono altre foto, Siriano si sofferma su un undici del 1952-'53: «Questo era il fortissimo centravanti Villa, che lasciò la squadra troppo presto per emigrare in America Latina. Dopo diverse decine di anni, mi ha ricontattato e mi ha fatto avere una busta con questa foto e una del Ponte a Moriano del 1924, dove giocava il padre».
Quale squadra ha divertito di più in tutti questi anni? Siriano non ha dubbi: «Sicuramente quella del presidente Franco Butori, figura di spicco negli anni 70-80. Si giocava ancora nel vecchio campo, si vinse il campionato di prima categoria con una vera e propria macchina da gol». Di quegli anni d'oro c'è una sedia in legno lucidato, ovviamente by Siriano Taccola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
